Ci si chiede chi c’è dietro la protesta dei forconi. La protesta nata spontanea ha trovato i suoi capi e probabilmenti non tutti leciti come non lecite a volte sono stati i metodi utilizzati da alcuni manifestanti. Ma il movimento è la risultante di un disagio forte che la sicilia vive da tempo. L’agricoltura, il trasporto, il turismo, le ferrovie, le strade, le autostrade….dove sono? Le promesse di raddoppi stradali, di aeroporti, di sgravi fiscali, che fine hanno fatto? questo credo che sia il vero problema che sta facendo espodere la rabbia dei siciliani. Anche la Sicilia fa parte dell’Italia e a volte lo si dimentica, lo dimenticano per primi i nostri politici nazionali che vengono dalla Sicilia ma che per la Sicilia non hanno poi fatto tantissimo. La protesta è una voce per dire basta ad una poliutica auto referenziale che non sta dove la gente vive. La politica è stata troppo spesso quella dei palazzi ed è ora che torni tra la gente come alcuni certamente già fanno ma è la mentalità che va cambiata. Il rischio è trovare solo dei nuovi capi popoli che sostituiscano altri e così non va bene. La protesta è una risorsa se riusciamo a mettere sul tavolo i tanti numerosi problemi che la nostra terra ha senza fare più sconti nati da particolarismi o favorativismi. In gioco c’è il bene comune ed è per quello che bisogna lottare.