RagusaTG

Quotidiano online della provincia di Ragusa.

20
dicembre 2014

15:19

Utenti online 264

Don Nunzio Di Stefano guiderà la parrocchia del Sacro Cuore di Modica

Don Nunzio

Cambio di guardia nelle parrocchie di Sampieri e Cava D’Aliga. Don Nunzio Di Stefano, che a Scicli ha ricoperto anche il ruolo di Vicario Foraneo, lascia le due parrocchie, dopo dieci anni, per “guidare”, a Modica, la popolosa parrocchia del Sacro Cuore. La decisione del Vescovo di Noto Mons. Staglianò sarà ufficializzata nelle prossime settimane.

Sono tanti i sentimenti e le emozioni che, in questo momento, si leggono negli occhi e nei volti dei tanti parrocchiani di Sampieri e Cava D’Aliga. Negli anni Don Nunzio è riuscito a far crescere il numero di fedeli, grazie alla sua eccezionale testimonianza di fede, amore e dedizione, al suo essere sacerdote chiamato a condividere le gioie e le fatiche dell’attività pastorale, senza considerazione di tempo e di spazio. Schietto e diretto nel comunicare, sia dal pulpito che fuori dalla chiesa, ha riavvicinato molti credenti alla vita parrocchiale, predicando sempre il confronto civile e il rispetto gli uni verso gli altri. «Certo, accoglieremo chi lo sostituirà nel migliore dei modi, come è giusto che sia, ma non possiamo negare il grande dispiacere per il trasferimento di don Nunzio che dovrà interrompere il grande lavoro intrapreso qui con noi», hanno commentato alcuni dei parrocchiani.

Se è la tristezza a prevalere, perché non è facile abituarsi all’idea di non poter contare sulla presenza costante di don Nunzio, c’è anche la soddisfazione di sapere che la scelta del Vescovo, che gli ha chiesto di guidare la parrocchia del Sacro Cuore, rappresenta il riconoscimento della straordinaria attività di questo sacerdote.

«Ma siamo sicuri che la realtà è sempre positiva? Come possiamo dire questo davanti al trasferimento di don Nunzio?», si è chiesto qualche parrocchiano.

Le circostanze non sono un caso, e il trasferimento di don Nunzio è una sfida per la comunità che adesso è chiamata a “ricominciare”. Un po’ come il bambino che, diventato adolescente, deve vivere la vita in modo più maturo. La circostanza, per chi ha il dono della fede, è un mezzo per far riemergere in ciascuno il desiderio per cui siamo fatti. Questa volta però la Comunità, di Sampieri e di Cava D’Aliga, può continuare il “cammino” con più forza, perché dopo aver vissuto, per dieci anni, con un sacerdote così, non c’è più circostanza che non sia possibile guardare in faccia, e tutto può cambiare proprio se uno guarda con questa consapevolezza.    (F.P.)

Tagged , , , , , ,

Condividi

Rispondi