Mentre in questi giorni continuano le lodevoli iniziative relative alle passeggiate antiracket, nel segno della legalità, c’è chi si lamenta di aver collaborato facendo arrestare i suoi estorsori e adesso è in situazioni precarie.

Dopo l’intervista che abbiamo realizzato con un uomo che ci ha dichiarato di essere vittima di mafia ed ha rilasciato nell’anonimato dichiarazioni pesantissime, nessuno si è ancora attivato per aiutarlo. Eppure già più di 6.000 lettori hanno letto il pezzo, dedicando in media 4,6 minuti alla lettura. Accade in Provincia di Ragusa.  Fa arrestare gli estorsori, è dichiarato” vittima di mafia”, costretto a chiudere l’attività, adesso denuncia di essere abbandonato e con grandissimi problemi finanziari. Ci si è ricordati di lui al momento di applicare il “fermo amministrativo” alla sua macchina per “debiti” con il fisco.

Riproponiamo la video intervista

Nell’intervista il commerciante, che sceglie di non farsi riprendere per paura per sé e la sua famiglia, racconta di essere stato avvicinato da “soggetti” che inizialmente gli hanno chiesto piccoli aiuti, poi la richiesta di cifre sempre più elevate accompagnate da minacce. Trova il coraggio di denunciare tutto ed è messo sotto protezione dalle forze dell’ordine, testimonia al processo facendo condannare gli estorsori. Una vittoria per lo Stato e per chi crede nelle istituzioni. Ma dopo il processo le cose sono peggiorate, emarginato da tutti il commerciante si è ritrovato solo, senza lavoro e gli aiuti promessi non sono arrivati malgrado sia stato certificato vittima di mafia.

“Se tornassi indietro denuncerei nuovamente tutto allo Stato, ma ora sono amareggiato – continua nell’intervista l’uomo – per me denunciare non è servito a nulla, ho rischiato e li ho fatti arrestare ma alla fine ci ho pure rimesso, sono solo, senza lavoro ed abbandonato dalle istituzioni. Malgrado sia certificato vittima di mafia, né i politici, né lo Stato, né l’amministrazione comunale e né l’associazione antiracket mi hanno dato una mano, prima tante promesse ma poi sono mancati i fatti”.

Eppure sono previsti aiuti specifici.

BENEFICI REGIONALI – REGIONE SICILIA   In base alla legge regionale siciliana n.20/1999 sono stati previsti i seguenti benefici:   – Una speciale elargizione di lire 150 milioni (in lire), in favore dei familiari dei cittadini innocenti che rimangono uccisi in seguito ad azioni mafiose e della criminalità organizzata.   Sostegno agli orfani delle vittime della mafia e della criminalità organizzata con contributi di sostegno alla formazione nelle seguenti misure: a) sino al compimento della scuola dell’obbligo, lire 4.500.000 annue; b) sino al compimento della scuola media superiore, lire 6.000.000 annue; c) sino al compimento di un corso di studi universitari presso una università statale o legalmente riconosciuta, anche nell’ambito dei paesi dell’Unione europea, e comunque non oltre il primo anno fuori corso, lire 9 milioni annue. L’erogazione dei contributi cessa nel momento in cui il beneficiario intraprenda un’attività lavorativa autonoma o intrattenga un rapporto di lavoro dipendente.   Assunzioni di familiari delle vittime della mafia presso pubbliche amministrazioni   L’Amministrazione regionale, gli enti locali, le aziende sanitarie locali e gli enti o gli istituti dagli stessi vigilati sono tenuti, a richiesta, ad assumere nei propri ruoli, anche in soprannumero, per chiamata diretta e personale e con qualifica corrispondente al titolo di studio posseduto, in assenza di attività lavorativa autonoma o di rapporto di lavoro dipendente, il coniuge superstite, la vittima sopravvissuta, i genitori, il convivente more uxorio e gli orfani delle vittime della mafia e della criminalità organizzata, o della vittima sopravvissuta che abbia riportato un’invalidità permanente non inferiore al 50 per cento o delle vittime del dovere individuati nei modi di cui alla legge 20 ottobre 1990, n. 302, e successive modifiche ed integrazioni.    – Indennizzi una tantum in favore delle vittime della criminalità e dei loro familiari:   A titolo di solidarietà della comunità regionale nei confronti di soggetti innocenti, che in ragione della loro qualità personale o dell’esercizio di attività lavorativa, professionale, politica, sindacale, sociale o culturale, risultino vittime di azioni della criminalità commesse nel territorio della regione o a danno di residenti nel territorio regionale o nei confronti di esercenti un’attività imprenditoriale, che abbiano subito l’interruzione o la compromissione dell’attività imprenditoriale o aziendale svolta nel territorio regionale, il Presidente della Regione è autorizzato a corrispondere indennizzi una tantum di importo variabile da un minimo di lire 5 milioni fino ad un massimo di lire 100 milioni.    – Indennizzi una tantum per danni al patrimonio immobiliare ed a mezzi di trasporto    La Regione interviene con un contributo una tantum in favore delle persone fisiche e giuridiche che risultino proprietarie di immobili e loro pertinenze, di mezzi di trasporto o di lavoro, qualificati come beni mobili registrati, rimasti danneggiati in conseguenza di attentati ed azioni criminose messi in atto dalla mafia e dalla criminalità Per i danneggiamenti di immobili e loro pertinenze è concesso un contributo in misura non superiore all’80 per cento della spesa da sostenere per il completo ripristino di ciascun immobile e, comunque, fino ad un importo massimo di lire 100 milioni. Per i danneggiamenti di autovetture o altri mezzi di trasporto od anche di mezzi di lavoro qualificati come beni mobili registrati il contributo è pari alle spese di riparazione e comunque non superiore a lire 20 milioni per singola unità. In caso di distruzione totale, previa esibizione del certificato di radiazione del mezzo dal pubblico registro, il beneficio è commisurato all’80 per cento del prezzo di listino di un mezzo identico o, nel caso di mezzo non più in produzione, simile per potenza e caratteristiche tecniche, strutturali e di allestimento a quello reso inservibile a causa dell’attentato.