La Provincia di Ragusa comincia a sperare in un “futuro” migliore, grazie alla concreta possibilità dell’apertura dell’aeroporto di Comiso. Pubblichiamo questa fantastica foto (di Rosario Dibernardo) che ritrae la pista dell’aeroporto di Comiso durante le prove funzionali dell’impianto illuminante.
Finalmente qualcosa si muove, si potrebbe dire. Ed in effetti arrivano notizie confortanti in merito. La Convenzione riguardante la gestione dei servizi di controllo di volo dell’aeroporto di Comiso sarà firmata oggi a Roma presso il Ministero delle Infrastrutture. È stata anche ridotto il termine di 180 giorni, a 150 giorni, dalla firma della convenzione per l’attivazione dell’aeroscalo. Ciò vuol dire che l’aeroporto sarà in condizioni di operare per le prossime feste di Pasqua e, comunque, per la prossima estate.

Cosa cambierà per l’economia iblea?

Con una sola parola si potrebbe dire “tutto”. Ci giochiamo, infatti, la partita più importante per lo sviluppo del territorio e, se sapremo raccogliere le straordinarie opportunità, si potranno creare diverse migliaia di posti di lavoro. E’ bene sapere però che non è la semplice apertura dello scalo aeroportuale a risolvere i problemi dell’economia, occorre riuscire a far operare le giuste compagnie aeree e soprattutto creare sistema con le attività turistiche, artigianali e agricole che poi potranno beneficiare dell’incremento delle presenze.
Abbiamo la possibilità di chiudere importanti accordi con la compagnia irlandese Ryanair, leader tra le low cost europee, generando un traffico di passeggeri assai rilevante e in grado di “cambiare” radicalmente l’economia del nostro territorio.
Tutto questo ha un costo.
Le compagnie importanti, infatti, chiedono investimenti finanziari ai territori beneficiati dal nuovo traffico.
Questo costo rappresenta per il territorio ibleo il più redditizio degli investimenti.
La Ryanair, infatti, è in grado di garantire a regime 1.000.000 (un milione) di passeggi, in entrata, l’anno.
Si tratta di numeri enormi. In media, ogni passeggero ha una permanenza sul territorio di 4,2 giorni e spende circa 600 euro durante il soggiorno. Si può facilmente comprendere che il nostro territorio potrebbe contare su 600.000.000 (seicentomilioni di euro) per anno di nuove entrate economiche. Se consideriamo come percentuale di margine, che rimane agli operatori del territorio, il 30%, ben 180.000.000 di euro sono i potenziali utili da dividere tra operatori turistici, dell’artigianato, dell’agricoltura e dei servizi.
Quanti nuovi posti di lavoro si potranno creare con questi numeri?
Considerando anche gli effetti moltiplicativi, derivanti dall’aumento dei consumi interni legati ai nuovi redditi generati, non meno di 5 – 6 mila nuovi posti di lavoro.
Ecco spiegato perché un nuovo sviluppo del territorio ibleo è possibile e la “strada” da seguire è già indicata.
Cosa serve adesso?
L’intera classe politica e dirigente di questa provincia è chiamata a “raccogliere” questa sfida esaltante, ma soprattutto ciascun ragusano non può stare a guardare.
“Da semplici spettatori a protagonisti di questo nuovo sviluppo” è il nuovo approccio con cui dobbiamo lavorare al fine di creare una larghissima partecipazione popolare all’iniziativa.
Rendere possibile tutto questo è un investimento che l’intera classe politica ragusana può realizzare a favore della collettività locale, con l’intento di “generare” un nuovo e straordinario sviluppo economico e quindi una crescita del benessere sociale nella nostra provincia. Ragusa può e deve diventare nuovamente protagonista nel mezzogiorno di un modello economico che, questa volta, faccia perno sul turismo integrato con gli altri settori economici.
L’investimento pubblico e privato (anche oneroso), che tutti siamo chiamati a destinare all’avvio di questa opera, è motivato e legittimato dal fatto che l’aeroporto può diventare il punto di partenza per la realizzazione della piena occupazione nel territorio ibleo.
L’avviamento di un’attività aeroportuale però non è un’opera pubblica, bensì un’impresa. Avviare un’impresa significa aver fiutato l’opportunità di soddisfare una domanda, in questo caso esigente, e nel riuscire a offrire servizi e prodotti in grado di soddisfare al meglio la stessa. (F. Portelli)