Attualità Modica Scicli

Cresce l’immigrazione in provincia

Si è tenuto mercoledì scorso all’interno della parrocchia di San Giuseppe a Scicli la presentazione del dossier 2011 sull’immigrazione curato dal Caritas Italiana e da Migrantes. L’incontro organizzato, oltre che dall’Ufficio per l’ecumenismo, il cui responsabile è don Ignazio La China parroco della parrocchia ospitante, dalla Caritas diocesana e da Migrantes all’interno del primo giorno dell’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani. Il relatore, Vincenzo La Monica, ha subito evidenziato come siamo in presenza di una situazione nuova rispetto al passato, passando nei comuni della diocesi in dieci anni dall’1% di presenze rispetto alla popolazione al 6,9%, in linea con il trend nazionale del 7,5% e con una percentuale maggiore rispetto al resto della Sicilia.Scicli all’interno della provincia di Ragusa e soprattutto nel quadro della diocesi di noto risulta tra le più interessate al fenomeno dell’immigrazione conn un tasso più vicino alla media nazionale che a quella locale. La maggiore presenza è soprattutto di magrebini, ma anche di rumeni e altri gruppi dell’Europa Orientale, soprattutto donne, e di cinesi, presenti nelle città più commerciali come Modica . Nel 2010 si è calcolato che il 26% delle nascite è da attribiursi tutte agli immigrati che così confermano la loro presenza sempre più preponderante all’internodel territorio. Consistenti i movimenti economici, compresi 7 miliardi e mezzo di euro per la previdenza con cui gli immigrati pagano anche per le nostre pensioni visto che loro perdono i ontributi versati se tornano in patria prima di aver maturato l’età pensionabile, da qui la lotta per cercare di cambiare questo tipo di legge economica. Tutti i presenti si sono detti sorpresi da questi dati appresi in quanto più imponenti rispetto alle aspettative. inoltre qui si è prlato di presenza regolari e non di irregolari che certamente influiscono ancora d più nelle cifre reali dei residenti. Il dibattito si è aperto sul senso dell’accoglienza, sulla lororeligione, sull’intergarzione su come ci apprestiamo ad andare sempre più verso una società multi etnica anche in piccoli centri come i nostri.

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