Attualità Salute

Cancro al colon – retto. In Sicilia 600 morti l’anno

 In Sicilia, nel biennio 2009-2010 sono deceduti 9699 persone: 5903 uomini e 3796 donne.
Si tratta dei dati forniti dal reparto di Epidemiologia dei tumori – Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute – Istituto Superiore di Sanità (ISS). Le neoplasie prese in considerazione sono i tumori maligni allo stomaco, colone-retto, polmoni, mammella, melanoma maligno e prostata, mentre la fascia d’età si estende da 0 a 84 anni. L’Isola vanta anche un triste primato: è infatti la regione d’Italia con la più alta diffusione del cancro al colon. In Sicilia, ogni anno, muoiono per carcinoma colon-rettale circa 600 malati e i ricoveri sono oltre 4 mila. In Italia, invece, ogni anno, vengono diagnosticati 37 mila nuovi casi: più negli uomini che nelle donne con il decesso di circa 20 mila malati. Le città siciliane con il maggior numero di malati affetti da tumore del colon-retto sono Palermo e Catania. Ma c’è da dire che di questo terribile tumore, se scoperto in tempo, si può guarire nel 90 per cento dei casi. Nel complesso, questo tipo di tumore presenta almeno tre caratteristiche, che nel loro insieme non si osservano in nessun altro tipo di tumore: fattori di rischio ambientali ben documentati, lesioni precancerose (gli adenomi) che sono i precursori della maggior parte dei tumori maligni,sicura base genetica per una parte di questi tumori. E quando si parla di diffusione, mortalità per cancro, non si può non fare una riflessione sulla prevenzione e su quanto si faccia per mantenere alto il livello di guardia e garantire ai cittadini una corretta informazione oltre che un’assistenza di qualità. La particolare diffusione dei tumori in Italia è causato dal fatto che si fa ancora troppo poco prevenzione e in particolare la Sicilia è la regione dove si fanno meno screening gratuiti. Se si pensa infatti che per sconfiggere del tutto il cancro al colon, basterebbe fare una semplice colonscopia dai 50 anni in poi, è triste vedere invece quanti muoiono perché magari nessun medico informa in tempo sulla necessità di fare prevenzione. Una colpevole negligenza, quindi della Sicilia in tema di prevenzione.
L’obiettivo è che entro il 2012 possano essere sottoposti ad indagine di prevenzione almeno il 30 per cento di tutti i convocati. Importante è anche il ruolo dei medici di medicina generale, che sono poi il primo punto di riferimento dei pazienti. Tocca a loro valutare ogni aspetto e anomalia clinica del paziente e chiedere ulteriori accertamenti per avere un quadro clinico più chiaro. Un’altra speranza potrebbe arrivare già da alcuni anni e che per determinate tipologie di cancro, come la leucemia e una specie di tumori gastrointestinali, stanno ottenendo buoni risultati impiegando farmaci non chemioterapici.
Con la prevenzione e la continua e costante informazione dei pazienti  si può limitare il numero delle morti nell’Isola.

 

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