Cronaca

Iblis: archiviazione fratelli Lombardo, rinviato al 12 marzo

E’ durato poco meno di un ora il confronto tra i legali del presidente della regione Raffaele Lombardo e del fratello Angelo davanti al Gup Luigi Barone e i Pm Michelangelo Patane’ e Carmelo Zuccaro sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nei confronti dei fratelli Lombardo. Il tutto rinviato al 12 marzo. Il gup ha chiesto alla Procura che sostiene l’archiviazione e alla difesa di puntualizzare gli aspetti che riguardano la caratterizzazione del rapporto tra gli imputati mafiosi e i politici. A quanto pare, il 12 marzo, la difesa potrebbe presentare l’ennesima memoria difensiva dei fratelli Lombardo. Il capo della Procura Giovanni Salvi ha detto che “i contatti ci sono stati, ma l’essenza della richiesta del Gup riguarda la qualificazione del fatto alla luce delle intercettazioni che parlano di un mancato appoggio da parte dei politici, la questione e’ anche legata alla sentenza Mannino”.

La posizione dei due fratelli Lombardo è stata stralciata dal fascicolo principale e l’accusa iniziale di concorso esterno all’associazione mafiosa, per quale è pendente la richiesta di archiviazione all’ufficio del Gip, è stata derubricata in reato elettorale con la citazione a giudizio diretta disposta dalla Procura davanti al Tribunale monocratico. La scelta dell’allora procuratore facente funzioni, Michelangelo Patané, e dell’aggiunto Carmelo Zuccaro, che l’hanno motivata richiamando la sentenza di assoluzione della Cassazione su Calogero Mannino imputato di concorso esterno all’associazione mafiosa. Nelle motivazioni della sentenza 7.651 del 14 febbraio del 2010, con la quale i giudici della Cassazione hanno prosciolto Calogero Mannino, la Suprema Corte ribadisce che “la promessa e l’impegno del politico di attivarsi, una volta eletto, a favore della cosca mafiosa” realizzano il reato di concorso esterno a Cosa Nostra “a condizione che sia provato che tale patto elettorale politico-mafioso abbia prodotto risultati positivi, qualificabili in termini di reale rafforzamento o consolidamento dell’associazione mafiosa”. La decisione di archiviare, non era stata condivisa dai quattro sostituti titolari dell’inchiesta, creando valutazioni diverse all’interno dell’ufficio.

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