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Salvatore terranova (Cgil) : “Cultrera ha dimostrato una grande disponibilità

Ragusa – Verso una soluzione la vertenza dei lavoratori precari impiegati presso l’Istituto Autonomo Case Popolari di Ragusa. All’orizzonte qualche spiraglio di luce si intravede dopo la riunione che i vertici provinciali della Cgil hanno avuto oggi con il presidente dell’Iacp, Giovanni Cultrera, per parlare dello status giuridico del personale dipendente con contratto quinquennale di diritto privato, per il quale ad oggi non è stato predisposto il piano di stabilizzazione a tempo indeterminato.

“Essendo l’Iacp ragusano uno dei pochissimi enti del territorio provinciale a non aver ancora provveduto, pur in presenza di una specifica normativa, alla definitiva stabilizzazione del personale precario, abbiamo posto come tappa oramai ineludibile la necessità di mettere in sicurezza questo personale che rappresenta un valido punto di forza dell’ente, ben inserito negli uffici e di cui lo stesso ente non può più fare a meno – afferma il segretario della Funzione pubblica della Cgil, Aldo Mattisi – per questo motivo abbiamo chiesto al Presidente di far predisporre all’ufficio risorse umane ed a quello finanziario dell’ente una proiezione dei dati relativi ad alcuni parametri riguardanti il personale e quelli relativi ad alcuni dati finanziari, elementi propedeutici alla possibilità di avviare le procedure di stabilizzazione”. A chiusura dell’incontro anche il commento di Salvatore Terranova della segreteria provinciale della Cgil: “il Presidente si è mostrato ben disposto a concludere nel più breve tempo possibile le operazioni che dovranno tendere alla trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato – racconta Terranova – dando espressa direttiva agli uffici competenti di predisporre celermente le informazioni tecnico-giuridiche richieste al fine di poter convocare già dalla prossima settimana un nuovo incontro con la disposizione di giungere ad un accordo per chiudere per sempre il capitolo del precariato all’interno dell’istituto”.

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