Attualità Evidenza

Si chiede l’avvio della causa di beatificazione di Nino Baglieri. Speciale con video.

A distanza di cinque anni esatti dalla morte, la Famiglia Salesiana  il “santo di Modica”, come la gente affettuosamente lo chiamava già in vita. Una circostanza assolutamente singolare, dal momento che l’iter viene avviato esattamente dopo i cinque anni dalla morte, limite previsto dal diritto della Chiesa. Di norma, per l’avvio, si attendono anche diversi anni. Negli anni la fama di santità di Nino Baglieri si è sempre più rafforzata, tanto che sarà il Rettor Maggiore dei Salesiani in persona, don Pascual Chavez, nono successore di don Bosco, a presenziare alla prima delle tappe per la causa, che si terrà nella Cattedrale di Noto, sabato 3 marzo, alle 17. A presiedere il rito sarà il vescovo, monsignor Antonio Staglianò, alla presenza di altri presuli e del Postulatore generale delle Cause dei Santi della Congregazione salesiana, don Pierluigi Cameroni. Nel corso della liturgia della Parola, verrà presentata la figura di Nino. Sono previsti gli interventi di monsignor Staglianò, di don Pascual Chavez e di don Cameroni. A questi spetterà leggere e consegnare il “supplex libellus”, ossia la richiesta formale al vescovo per l’introduzione della Causa di beatificazione. Domenica 4 marzo, per l’intera giornata, al PalaRizza di Modica, si terrà la Festa Giovani che avrà come slogan “Corriamo verso la santità”. Più di duemila giovani da tutta la Sicilia si daranno appuntamento per una giornata di festa e di riflessione, alla presenza del Rettor Maggiore. Il venerdì, 2 marzo, alle 21,15, invece, giorno in cui ricorre il quinto anniversario della scomparsa di Nino, ci sarà una veglia di preghiera cittadina nella Chiesa di San Giovanni Evangelista, a Modica. Gli eventi sono stati presentati questa mattina, nella casa in cui visse e morì Nino, a Modica Alta. La famiglia ha scelto di lasciare la casa esattamente com’era quando Nino morì, donandola ai Volontari con don Bosco, ramo della Famiglia salesiana a cui aveva aderito Nino facendo professione da consacrato. E’ stato il direttore della casa salesiana di Ragusa e Modica, don Gianni Lo Grande, ad aprire la conferenza stampa, illustrando il programma. Il salesiano ha spiegato che si tratta della prima tappa per l’iter di beatificazione. Per l’apertura del processo diocesano occorrerà il placet da parte dei vescovi siciliani e poi la richiesta a Roma, alla Congregazione per le cause dei Santi. “E’ una grande emozione per noi – ha spiegato Rosa, sorella di Nino -. Ha lasciato a Noi una grande testimonianza con la sua croce offerta per la conversione. Credo che anche lui oggi gioirà. Chiedeva a tutti di pregare per lui, perché voleva farsi santo”. Don Tonino Lorefice, della diocesi di Noto, ha spiegato come “il popolo, la gente, a Modica, hanno intuito quel germe di santità che erano in Nino. La gente si recava da Nino per confortarlo ed invece riceveva conforto da lui. Trasformava la sofferenza in gioia, facendone un dono a tutti”. Don Tonino ha aggiunto: “Nino era molto legato alla sua diocesi. Amava i sacerdoti, pregava per i seminaristi e per le vocazioni a partire da quelle nella famiglia Salesiana. E’ stato un uomo che ha vissuto fino in fondo le beatitudini evangeliche”.

 

 

 

Avvio dell’iter della causa di beatificazione di Nino Baglieri

e Festa Giovani del Movimento giovanile salesiano

PROGRAMMA

 

 

Venerdì 2 marzo

 

 

– ore 21,15: Veglia di Preghiera cittadina presso la Chiesa di San Giovanni Evangelista, a Modica, nel quinto anniversario della morte.

 

 

Sabato 3 marzo

 

– ore 11,30: intervento del Rettor Maggiore dei Salesiani, don Pascual Chavez, alla Casa salesiana di Ragusa in occasione dei 50 anni di fondazione.

 

– ore 17,00: avvio dell’iter della causa di Beatificazione, a Noto, in Cattedrale.

 

Domenica 4 marzo

– ore 10: inizio Festa Giovani al Palarizza

– ore 10,30: arrivo del Rettor Maggiore

– ore 11,30: santa messa presieduta dal Rettor Maggiore

– ore 17,00: conclusione

 

 

NINO BAGLIERI, UNA VITA SULLE ALI DELLA CROCE

 

 

Nino Baglieri nasce a Modica nel 1951. Dopo aver frequentato le scuole elementari e aver intrapreso il mestiere di muratore, a diciassette anni, il 6 Maggio 1968, precipita giù da un’ impalcatura alta 17 metri. Ricoverato d’urgenza, Nino si accorge con amarezza di essere rimasto completamente paralizzato. C’ è chi tra gli specialisti e i dottori arriva a proporre l’ “eutanasia”, ma la madre coraggiosamente si oppone, confidando in Dio e dichiarandosi disponibile ad accudirlo personalmente per tutta la vita. Inizia così il suo cammino di sofferenza, passando da un centro ospedaliero all’altro, ma senza alcun miglioramento.

Ritornato nel 1970 al paese natìo, dopo i primi giorni di visite di amici, iniziano per Nino dieci lunghi anni oscuri, senza uscire di casa, in solitudine, sofferenza e tanta disperazione.

Il 24 Marzo 1978, venerdì santo, alle quattro del pomeriggio, un gruppo di persone facenti parte del Rinnovamento nello Spirito pregano per lui; Nino sente in sè una trasformazione. Da quel momento accetta la Croce e dice il suo “si” al Signore. Incomincia a leggere il Vangelo e la Bibbia: riscopre le meraviglie della fede. Aiutando alcuni ragazzini, vicini di casa, a fare i compiti, impara a scrivere con la bocca. Redige, così, le sue memorie, le lettere a persone di ogni categoria in varie parti del mondo, personalizza immagini-ricordo che omaggia a quanti vanno a visitarlo. Grazie a un’asticella,compone i numeri telefonici e si mette in contatto diretto con tante persone ammalate e la sua parola calma e convincente li conforta. Comincia un continuo flusso di relazioni che non solo lo fa uscire dall’isolamento,ma lo porta a testimoniare il Vangelo della gioia e della speranza.

Dal 6 Maggio 1982 in poi, Nino festeggia l’Anniversario della Croce e, lo stesso anno, entra a far parte della Famiglia Salesiana come Cooperatore. Il 31 Agosto 2004 emette la professione perpetua tra i Volontari con Don Bosco (CDB).

Il 2 Marzo 2007, alle ore 8, Nino Baglieri, dopo un periodo di lunga sofferenza e di prova, rende la sua anima a Dio. Aveva disposto che, dopo la morte, indossasse tuta e scarpette. Così vien fatto. Migliaia di persone accorrono, per tutta la giornata, per dargli l’estremo, silenzioso, saluto. I funerali, giorno seguente, nel cortile dell’Oratorio salesiano di Modica Alta, alla presenza di centinaia e centinaia di persone. A presiederli monsignor Maladrino, insieme a monsignor Nicolosi e a decine di sacerdoti.

L’8 Aprile 2007 viene pubblicato il volume “All’ombra della Croce” ed il 2 Marzo 2008, I anniversario della sua morte, viene pubblicato il nuovo libro: “Sulle ali della Croce”.

 

L’ITER DI UNA CAUSA DI CANONIZZAZIONE

(a cura di don Pierluigi Cameroni S.D.B. –

Postulatore generale per le Cause dei Santi

della Congregazione salesiana)

 

  1. PASSI PRELIMINARI DA SVOLGERE

 

* Occorre anzitutto operare un serio discernimento, per accertare che la persona in questione sia degna degli onori degli altari: vale a dire, che esista una reale fama sul fatto che essa abbia praticato le virtù in grado eroico, oppure che abbia conseguito il martirio, e che tutto questo possa essere provato.

* Bisogna poi corresponsabilizzare l’Ispettoria e la Famiglia Salesiana, e capire se l’eventuale introduzione della Causa è veramente condivisa.

* Se il risultato è positivo, si procede ai seguenti passi ulteriori:

 

a. Individuare la persona giusta che prenda a cuore la Causa, e abbia il tempo sufficiente per seguirla in tutte le sue tappe.

b. Raccogliere tutto il materiale riguardante l’interessato (sono necessarie in particolare: una copia degli scritti editi della persona in questione; e una biografia critica, cioè ben documentata).

c. Esaminare se ci si rivolge a questa persona per ottenere grazie, e stenderne eventualmente il racconto.

d. Far circolare la voce che si ha intenzione di introdurre la Causa, in modo che si possa raccogliere tutto ciò che a qualsiasi titolo possa servire.

e. Fare un elenco di testi qualificati “de visu”, per avere un’idea di quanti ce ne siano.

f. Prendere contatto informale con il Vescovo ordinario del luogo in cui la persona è morto, per conoscere la sua volontà al riguardo.

 

2.  DOMANDA al Rettor Maggiore da parte dell’Ispettore. Si tratta di una domanda scritta, in termini formali, che deve motivare bene la richiesta, rendendo conto di tutti i passi fatti (di cui al punto 1.), allegandone la relativa documentazione.

 

3.  Il Postulatore, d’accordo con l’Ispettore e il suo Consiglio, NOMINA IL VICE POSTULATORE  (cioè quella persona, di cui al punto 1.a).

 

4. DOMANDA ufficiale del Postulatore al Vescovo ordinario della Diocesi in cui è morta la persona interessata.  E’ il cosiddetto supplex libellus

(E’ questo quanto avverrà  il 3 marzo nella Cattedrale di Noto) 

 

5. Formulazione dell’INTERROGATORIO. E’ firmato dal Promotore di Giustizia (di cui al punto 9.; cfr. anche il punto 11.), ma è preparato dalla Postulazione. In pratica si segue il Manuale, pp. 241 ss., soprattutto pp. 245-246, adattando l’Interrogatorio al caso specifico.

 

6.  IL VESCOVO interpella la Conferenza Episcopale della sua Regione.

 

7. IL VESCOVO chiede il nulla osta alla Congregazione delle Cause dei Santi. Quando lo ottiene, la persona in esame assume il titolo di servo di Dio (d’ora in poi: SdD).

 

 

 

a. Inchiesta diocesana

 

 

8.  IL VESCOVO pubblica l’istanza del Postulatore.

 

9. IL VESCOVO ISTITUISCE IL TRIBUNALE. Contestualmente, egli nomina il Giudice Delegato, il Promotore di Giustizia e il Notaio (e eventualmente i Notai aggiunti). Si seguono per questo le indicazioni del Manuale, pp. 61-64, con il formulario 9 delle pp. 233-238. Vedi anche Instructio, artt. 53-59.

 

10.  SESSIONE DI APERTURA DELL’INCHIESTA DIOCESANA. Cfr. Manuale, pp. 68-72; Instructio, artt. 86-95.

 

11. Nella medesima occasione LA POSTULAZIONE PRESENTA UFFICIALMENTE l’elenco dei testi, gli scritti del SdD, tutti i documenti relativi al SdD, l’interrogatorio firmato dal Promotore di Giustizia.

 

12.  IL VESCOVO nomina DUE CENSORI TEOLOGI e I PERITI DELLA COMMISIONE STORICA.

I due censori teologi devono esaminare gli scritti del SdD editi, e dichiarare se in essi vi sono o meno elementi che contrastano con la dottrina e con la morale cattolica. Di per sé l’esame è obbligatorio solo per gli scritti editi. Ma conviene farlo anche per quelli non pubblicati a stampa (Manuale, pp. 49-51; Instructio, artt. 62-67). I censori teologi possono appartenere alla Famiglia Salesiana, mentre i membri del Tribunale no.

I periti storici (almeno tre) formano al cosiddetta Commissione storica. Solo uno di essi può appartenere alla Famiglia Salesiana. Sul lavoro di detta Commissione, e sulle adempienze conclusive di essa, cfr. Manuale, pp. 87-91; Instructio, artt. 68-76.

 

13. SESSIONE DI CHIUSURA DELL’INCHIESTA DIOCESANA. Essa avviene dopo l’audizione di tutti i testimoni, compresi quelli convocati dal Tribunale ex officio (cioè due testimoni fuori lista: questo è da raccomandare al Tribunale), dopo l’audizione dei periti della Commissione storica e dopo l’ultima sessione, prima di quella di chiusura, dedicata alla dichiarazione dell’assenza di culto. Cfr. Manuale, pp. 74-81; 92-104, con i relativi formulari; Instructio, artt. 117-127; 141-150.

 

14. SPEDIZIONE degli Atti. Gli atti originali dell’Inchiesta diocesana costituiscono l’Archetipo, che va custodito nell’Archivio della Diocesi.

Dall’Archetipo si ricava il cosiddetto Transunto (cioè, appunto, un copia “ricavata” dall’originale), e dal Transunto, a sua volta, la Copia publica: tutti e due i documenti – Transunto e Copia publica – vanno inviati a Roma. Si seguono per questo le indicazioni del Manuale, pp. 123-124, e dell’Instructio, artt. 128-140.

 

 

b. Inchiesta romana

 

15. DOMANDE del Postulatore al Prefetto della Congregazione: per l’apertura degli Atti, prima; e per la validità degli stessi, dopo.

 

16.  DOMANDA AL PREFETTO PER LA NOMINA DEL RELATORE.

 

17. ELABORAZIONE DELLA POSITIO. La persona che ci lavora, indicata dal Postulatore, deve essere presentata al Relatore e da lui guidata. Del collaboratore occorre esibire alla Congregazione un curriculum vitae, le pubblicazioni e un attestato della sua disponibilità a lavorare sotto la guida del Relatore.

 

Ecco l’INDICE della POSITIO:

Prima parte (è, sostanzialmente, la cosiddetta Informatio)

1. Presentazione del Relatore

2. Storia della causa

3. Fonti

4. Biografia

5. Sintesi sulle virtù

Seconda parte (è, sostanzialmente, il cosiddetto Summarium delle testimonianze)

1. Tabella dei testi

2. Summarium dei documenti presentati nell’Inchiesta diocesana

3. Decreto sulla validità dell’Inchiesta diocesana

4. Altri documenti.

 

18.  STAMPA DELLA POSITIO.

 

19.  CONSEGNA ufficiale della Positio alla Cancelleria della Congregazione.

 

20.  A circa DIECI ANNI dalla consegna, la Congregazione esamina la Positio (due esami: quello del Congresso peculiare dei consultori teologi e quello della Sessione Ordinaria dei Membri della Congregazione). Se la conclusione è positiva, allora il Prefetto della Congregazione chiede al Santo Padre di preparare il DECRETO sulla eroicità della vita e delle virtù: nel momento in cui il Santo Padre concede questa autorizzazione, il SdD assume il titolo di Venerabile. Se invece si tratta di un processo sul martirio, il relativo DECRETO, autorizzato sempre dal Santo Padre, precede immediatamente la beatificazione del SdD.

 

21.  A QUESTO PUNTO FINISCE L’ITER UMANO. Rimane solo da attendere un segno dal cielo, cioè un miracolo, uno per la beatificazione e un altro per la canonizzazione. I martiri non hanno bisogno del miracolo per la beatificazione, ma solo per la canonizzazione.

 

 

6. Il processo su un miracolo

Consideriamo ora il caso in cui si voglia promuovere il processo su un miracolo (ciò avviene riguardo a un servo di Dio, a un venerabile o a un beato).

Anche questo processo si articola in due momenti: l’Inchiesta diocesana e l’Inchiesta romana presso la Congregazione delle Cause dei Santi.

 

Ecco l’“iter” essenziale da seguire per l’Inchiesta diocesana:

1. “Supplex libellus” del Postulatore al Vescovo, sotto la cui giurisdizione è avvenuto il presunto fatto miracoloso, per la costituzione del Tribunale.

2.  Interrogatori del Promotore di Giustizia (redatti a cura del Postulatore).

3.  “Notula testium” (elenco dei testimoni) del Postulatore.

4. Dopo la costituzione del Tribunale, tutti i Membri debbono giurare “de munere adimplendo” e “de secreto servando”.

5.  Nomina da parte del Tribunale del Perito medico, che assisterà a tutte le deposizioni dei testimoni.

6.  Nomina da parte del Tribunale dei due testimoni d’ufficio.

7. Nomina da parte del Tribunale dei due Periti-Medici “ab inspectione”, che debbono visitare il sanato e rilasciare relazione scritta.

8.  Consegna da parte del Postulatore di tutta la documentazione medica.

9.  Sessione di chiusura, dopo l’audizione di tutti i testimoni, e invio degli Atti a Roma in duplice copia.

Per tutto questo il Postulatore si avvale dell’opera del Vice Postulatore (da lui nominato d’intesa con l’Ispettore), il quale viene a ciò espressamente delegato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.