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Cassa integrazione in deroga, primi in Sicilia A gennaio quella “ordinaria” schizza alle stelle nell’edilizia con 37 mila ore autorizzate

Cassa integrazione, Ragusa prima provincia in Sicilia nel raffronto percentuale tra dicembre e gennaio. Un dato non mitigato dal relativo calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e che contribuisce a gettare nuove ombre sulle prospettive di rilancio e crescita per il territorio ibleo.
È quanto riporta il 37. rapporto Uil sul tema, diffuso nei giorni scorsi. Dalle oltre 33 mila ore autorizzate a dicembre 2011, si è passati infatti alle quasi 57 mila di gennaio, con un aumento del 69 per cento complessivo. Il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno, con 63 mila ore autorizzate, mostra invece un calo dell’11 per cento.
Particolarmente interessante l’aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali “in deroga”, strumento dedicato alle piccole e medie imprese. Dalle duemila ore autorizzate a dicembre, si è passati infatti alle 19 mila di gennaio, con un aumento che supera l’800 per cento, e che pone nuovamente il territorio ibleo come prima provincia siciliana in termini percentuali negativi. Aumento più contenuto rispetto a gennaio 2011, fissato al 108 per cento, con novemila ore autorizzate.
L’analisi per rami produttivi vede un allargamento dei settori coinvolti, rispetto al trend annuale. Al commercio, che aumenta le ore autorizzate passando da duemila a diecimila, si aggiungono anche l’artigianato e l’industria con quattro mila ore autorizzate ciascuno, rispetto all’assenza di richieste di dicembre. L’ammortizzatore sociale in deroga, in generale, incide per il 33 per cento sul dato complessivo delle ore autorizzate in provincia, più basso della media siciliana che si attesta intorno al 50 per cento.
Dati che, secondo, Giuseppe Scarpata, Uil provinciale, offrono una duplice lettura, già anticipata in occasione del precedente rapporto: «L’aumento delle ore di cassa integrazione in deroga è particolarmente preoccupante, in quanto si rivolge ad attività commerciali che, lo scorso gennaio, avrebbero dovuto beneficiare di un relativo innalzamento delle vendite per effetto della stagione degli sconti. Un effetto positivo che però non emerge dai dati che mostrano un aumento e che impongono un’analisi più attenta di tali fenomeni».
Aumenta del 19 per cento anche il ricorso alla Cassa integrazione ordinaria, con 37 mila ore autorizzate, rispetto alle 31 mila di dicembre e che vedono Ragusa come terza provincia siciliana dopo Enna e Siracusa. Il raffronto con gennaio 2011, che registra 53 mila ore autorizzate, mostra però un significativo calo del 30 per cento.
Confermata, nei due mesi, l’assenza di ricorsi alla Cassa integrazione straordinaria (Cigs), strumento utilizzato dalle aziende in estrema difficoltà economica, ed al centro delle prossime decisioni del governo nazionale sulla sua eventuale soppressione, le quali, quindi, dovrebbero riguardare solo marginalmente, almeno per ora, il territorio ibleo.
Nel dettaglio per rami produttivi, è netto il calo del settore industriale, con una contrazione da 22 mila a cinquemila ore autorizzate; mentre si registra un balzo in avanti dell’edilizia che da novemila ore autorizzate passa alle oltre 37 mila del gennaio scorso.
Un dato, che anche in questo caso, si presta secondo Scarpata, ad una duplice interpretazione: «Oltre alle ovvie considerazioni negative, l’improvviso balzo in avanti è indubbiamente il segno di una, seppur limitata, attività nel settore». Per il sindacalista Uil, piuttosto, l’incognita più preoccupante, è un’altra: «La platea di lavoratori occupati, da un triennio, non ha registrato sostanziali scostamenti; nei prossimi mesi – sottolinea Scarpata – bisognerà capire se, gli effetti della crisi economica, non abbiano avuto ricadute pesanti anche su questo dato, con relative riduzioni. Un aspetto che potrebbe spiegare – conclude –, il ricorso, nonostante tutto ancora limitato, agli ammortizzatori sociali nel territorio».

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