Salute

DIFETTOSE LE PROTESI DELL’ANCA DEPUY

Il caso delle protesi dell’anca difettose prodotte dall’azienda statunitense DePuy International, del colosso Johnson & Johnson, nello specifico il modello ASR, si sta espandendo a tutto il territorio nazionale.

Tale tipologia di protesi di rivestimento ASR e il sistema acetabolare ASR XL, che in Italia sono state utilizzate a partire dal marzo 2004, si è provveduto, in via cautelativa al ritiro dal mercato mondiale dalla stessa azienda produttrice dal 24 agosto 2010, in quanto si è verificato una percentuale abbastanza rilevante di insuccesso dell’impianto delle medesime protesi.

 

Le protesi d’anca possono essere costituiti da diversi materiali: metallo (cromo-cobalto), ceramica, metallo con rivestimento di polietilene. Quelle incriminate, modello ASR della DePuy, sono completamente metalliche e hanno dato problemi inaspettati: rilasciano infatti ioni metallici soprattutto di cobalto. I micro granuli di cobalto possono creare una reazione da corpo estraneo, che può determinare lo scollamento della protesi. In più, il cobalto è un metallo che, a determinate concentrazioni, può essere tossico, e causare problemi neurologici e dolori muscolari. La preoccupazione maggiore è che la presenza di tali metalli nell’organismo possano degenerare in patologie oncologiche.

Il Ministero della Salute, con circolare del 7 novembre 2011 prima e successivamente in data 24.01.2012,  aveva inviato a tutte le strutture interessate una raccomandazione, in cui si richiama l’attenzione di tutti gli operatori sanitari esecutori di impianti DePuy ASR e ASR XL, sull’importanza di invitare i pazienti a sottoporsi al programma di verifica, suggerito dalla stessa Azienda produttrice, consistente in una visita ortopedica, esami radiologici ed esami ematici, il tutto  senza nessun aggravio di spesa per il paziente, ma a carico della DePuy, comprese le spese amministrative.

In Italia sono più di 4.500 i pazienti coinvolti e oltre 200 strutture ospedaliere. Il primo dispositivo è stato venduto nel marzo 2004, quindi i pazienti che hanno subito un intervento prima del 2004 non sono coinvolti nella vicenda. Quindi preliminarmente si consiglia di verificare la marca e la tipologia della protesi, consultando la cartella clinica relativa all’intervento chirurgico. Se non si è in possesso, richiederne immediatamente copia presso la struttura ospedaliera dove si è sottoposti all’intervento chirurgico. Rivolgersi al medico di famiglia, il quale deve verificare l’attivazione delle visite di controllo e degli accertamenti presso la struttura sanitaria dove è stato eseguito l’intervento.

L’Azienda produttrice ha attivato una linea telefonica esclusivamente dedicata ai pazienti impiantati di protesi : numero verde 800 14 60 60 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17.

Premesso quanto sopra, alla luce dell’evoluzione clinica della vicenda e degli esiti di controllo a cui saranno periodicamente sottoposti i pazienti che hanno subito l’impianto delle protesi DePuy, L’ADICONSUM, Associazione Difesa Consumatori e Ambiente promosso dalla CISL, sta valutando la possibilità di quest’ultimi di poter richiedere il risarcimento del danno con la proposizione di una class action.

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