Cronaca

Sicilia: prima regione per beni confiscati alla mafia, nell’Isola il 47%

 Del 53% dei beni non fruiti, il 14% non viene utilizzato per la mancanza delle risorse necessarie alla loro ristrutturazione e riconversione. Il 31%, invece, non e’ utilizzato perche’ i comuni non hanno ancora ultimato o avviato le relative procedure di assegnazione (bandi pubblici per il terzo settore, provvedimenti di assegnazione per uso istituzionale). A questo bisogna aggiungere che il 5% circa degli immobili confiscati non e’ attualmente utilizzato a causa di gravami pendenti (1%), ipoteche (1%), proprieta’ a quota indivisa (2%), bandi pubblici andati deserti (1%), immobili occupati da terzi con titolo (0,37%).

Infine, dal monitoraggio si e’ scoperto che il 3% dei beni non potra’ essere utilizzato o sara’ difficilmente utilizzabile in quanto realizzato in totale difformita’ delle leggi urbanistiche ma anche, nel caso dei terreni, per la particolare posizione geografica degli stessi e per la mancanza di strade di accesso.

“Esistono esperienze virtuose, come quelle che l’associazione gestisce nel corleonese che rappresentano l’attuazione piu’ autentica della normativa – spiega all’ADNKRONOS Umberto Di Maggio, coordinatore di Libera Sicilia -, ma c’e’ anche ancora molto da fare. Sicuramente il Governo Monti si e’ dimostrato sensibile, c’e’ una maggiore attenzione verso il tema, ma occorre perfezionare una normativa antimafia, quella italiana che rimane tra le migliori, adeguandola a una mafia che si evolve”.

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