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Grandi preoccupazioni per la crisi economica in Provincia di Ragusa. Scioperi per evitare i licenziamenti.

In Provincia di Ragusa la crisi è strutturale e a pagarne le conseguenze sono i lavoratori che, in questi mesi, subiscono il licenziamento e i giovani che fanno fatica a inserirsi nel mondo del lavoro.

“Mia figlia è una precaria. Ha trent’anni e nessun sogno”. E’ il titolo di un pezzo recentemente pubblicato sul Corriere della sera, commentando la lettera di una mamma che riflette sul futuro della figlia nel giorno del trentesimo compleanno. Ripensa al giorno della nascita e ai presagi di un avvenire felice. E si interroga su un presente che sconforta.  “Oggi sono una madre molto arrabbiata. Non è mia figlia che mi ha deluso. E non è di lei che voglio parlare, scrive questa donna, ma dell’indifferenza di chi assiste senza scomporsi al dramma della sua generazione. Alla sua età io avevo già fatto molti sacrifici, ma avevo prospettive concrete di crescita professionale e di fare progetti per la vita. Per mia figlia e la grande maggioranza dei suoi coetanei i sacrifici non bastano: con questi giovani la realtà è stata, ed è, avara di occasioni e ladra di sogni. Possono anche dimostrare di valere, ma non hanno la libertà di inventarsi il futuro”.

E’ possibile assistere a questa drammatica situazione senza intervenire?

Se l’economia, la politica e soprattutto ciascuno di noi, perché componenti della società civile, assieme non riusciamo a dare risposte ai problemi di chi è senza lavoro, è evidente che manifestiamo una chiara sconfitta.
Su questo fronte ogni giorno arrivano nuove e drammatici aggiornamenti. E’ notizia di oggi che le segreterie territoriali di Filctem, Femca e Uilcem, col supporto della RSU di fabbrica e il sostegno delle segreterie generali confederali di CGIL, CISL e UIL di Ragusa, a seguito dell’assemblea dei lavoratori di Lunedì 12 marzo 2012, considerato l’atteggiamento oltremodo scorretto nella gestione delle relazioni sindacali da parte dell’azienda “Ancione spa”, proclamano lo stato di agitazione sindacale a partire da mercoledì 14 marzo 2012,con astensione dal lavoro, per tutte le maestranze di stabilimento, relativa alle sole prime due ore d’inizio attività, con la riserva di comunicazione di altre e più incisive giornate di protesta. È sempre più urgente e improcrastinabile l’esigenza di rilevare, per le scriventi segreterie di Filctem CGIL, Femca CISL e Uilcem UIL, con lealtà e senza ulteriori manipolazioni del vero da parte dei rappresentanti aziendali di Ancione spa, la reale situazione economica societaria, affetta nei primi mesi del 2012 da crisi congiunturale da mancanza di commesse, ma col bilancio 2011 chiuso con un saldo attivo consolidato, così come evidenziato più volte dalla direzione aziendale in sede d’incontri sindacali. Le organizzazioni sindacali chiedono, inoltre, la presentazione di un piano industriale vero e credibile, che non passi esclusivamente attraverso la maglia larga della riduzione indiscriminata dei costi del lavoro.  (F.P.)

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