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Deteneva un’aquila protetta in casa. Trentenne sciclitano sarà processato

La Procura della Repubblica di Modica ha disposto il giudizio nei confronti di G.P., un trentenne sciclitano, accusato di detenzione di un’aquila, animale, com’è noto, contemplato tra le specie protette. Il provvedimento arriva a conclusione delle indagini dirette dal sostituto procuratore, Gaetano Scollo, e coordinate dal procuratore Francesco Puleio. Il giovane avrebbe violato il decreto del Ministro del Commercio con l’Estero del 31 dicembre 1983(pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale numero 64 del cinque marzo 1984) detenendo un esemplare vivo di aquila di Bonelli (Hieraaetus fasciatus), rinvenuto nel corso di una perquisizione nella sua abitazione di Contrada Fabiano. Si tratta di un rapace appartenente ad una specie di uccelli dei quali esistono popolazioni viventi stabilmente in stato di naturale libertà nel territorio nazionale, pertanto particolarmente protette. IL Trentenne, che è un appassionato, è, pertanto, incorso nell’illecito comportamento. La legge in materia( 150 del sette febbraio 1992) prevede il divieto di importare o comunque detenere esemplari di specie protette e punisce i trasgressori con l’arresto da tre mesi a un anno o ammenda che originariamente, con vecchio conio, era da quindici a duecento milioni di lire.

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