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E’ rottura tra i Forconi e la Regione siciliana

 Quello che doveva essere un incontro per tracciare una linea comune sulle proposte avanzate nelle scorse settimane si è trasformato in una vera e propria rottura. Non c’è intesa fra i rappresentanti de Movimento dei Forconi e i vertici delle istituzioni della Regione siciliana che si sono ritrovati stamani l’uno di fronte all’altro nella sede dell’Ars.

Nessuna risposta dal Governo siciliano – il leader dei Forconi Mariano Ferro, che oggi all’Ars ha incontrato il presidente della Regione Raffaele Lombardo e il presidente dell’Ars Francesco Cascio. – I sei  punti di cui si era parlato nelle settimane scorse sono stati eliminati. La politica regionale è impotente nel dare risposte alla popolazione. Cosa stiamo aspettando? Chi ci deve dare risposte? Il presidente della Regione e il presidente dell’Ars Francesco Cascio anzicchè dialogare con noi ad un certo punto hanno abbandonato l’aula. La gente è disperata, ma al Governo non importa. Non ci sono risposte sia da parte del Governo nazionale sia da quello regionale. E’ impossibile fare tavoli in questa maniera. E’ necessario che tutti i siciliani decidano insieme. Lo Statuto, la riduzione delle accise sulla benzina, e tutte le richieste fatte nei mesi scorsi sono andate a finire dentro un cassetto.Il Movimento dei Forconi – continua Ferro – ha fatto delle domande al presidente della Regione, ma Lombardo è incapace di dare risposte. Il suo governo non è stato utile alla Sicilia.Il confronto è impossibile – ribatte Lombardo – alla fine ci siamo scambiati anche qualche improperio”. Secondo il governatore i Forconi vorrebbero entrare ufficialmente in poltica e “giocano in modo spregiudicato con il disagio del mondo agricolo”. Lombardo ha assicurato che saranno adottate delle strategie per il settore agricolo non passando però dal confronto con loro, che chiedono cose impossibili’.

“Non è vero che i Forconi puntano ad entrare in politica – contina Mariano Ferro – anzi ho sempre ribadito che il Movimento è staccato dalla politica. Tutti coloro che cercano, attraverso il nome dei Forconi di inserirsi nel mondo politico sono estranei al Movimento. L’incontro di oggi è stato drammatico. Ci siamo resi conto che in quella sala si è capita una cosa, ovvero che la Sicilia non ha futuro. Le famiglie siciliane che aspettano una risposta dalla politica aspetteranno invano, in cambio avranno solo indifferenza. Avevamo parlato di Province, di riduzione dei costi. Ma se per andare avanti bisogna solo non tagliare i costi della politica, gli stipendi dei politici e pagare la classe dirigente con centinaia di migliaia di euro, allora è impossibile trattare con il Governo.

Questo dimostra che i fondi per investire in Sicilia ci sono, ma non c’è la volglia di aiutare i cittadini. Adesso comincia una guerra con le istituzioni. La nostra intenzione era quella di vincere  una guerra insieme al Governo siciliano, ma c’è un difetto di fondo. L’unica soluzione per i siciliani è quella di armarsi è partire per Roma. Abbiamo capito che fino ad oggi abbiamo avuto accanto dei nemici. Avevamo proprosto di andare insieme a Roma per discutere con il governo nazionale, ma Lombardo si oppone.”

I siciliani hanno bisogno di un altro elettroshock. Lo faremo in modo democratico e pulito ma è necessario. Non ci sono più soluzioni. Cascio ci aveva detto di non mollare, ma in realtà sono loro che ci hanno mollato. Loro sono la classe dirigente, noi siamo il popolo, e dunque sono loro che devono fare le riforme strutturali per far sì che la nostra terra volti pagina. Non volgliamo più le loro elemosina”

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