Attualità

La Guardia di Finanza sequestra a Ragusa quasi diecimila prodotti di bellezza.

Nell’ottica d’intensificazione dell’attività operativa svolta nel settore della sicurezza sui prodotti e della tutela dei consumatori, le Fiamme gialle hanno effettuato controlli nei confronti di alcune aziende che commercializzano prodotti non conformi alla normativa regolamentata dal D.Lgs. 206/2005, decreto meglio conosciuto come “codice al consumo”, in materia di tutela dei mercati e dei con-sumatori.
L’attività di servizio posta in essere, ha consentito di individuare in ben due distin-te operazioni, due esercizi commerciali ubicati a Ragusa presso i quali sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro complessivamente 9.628 pezzi provenienti dalla Cina e da altri paesi dell’Est non conformi alla citata direttiva.
La tipologia dei prodotti, sottoposti a sequestro varia da prodotti di bigiotteria quali collane, anelli, bracciali, orologi, spille, e monili vari a prodotti di cosmesi, quali trousse, ciprie, ombretti, smalti per unghie, matite per occhi ed accessori per ca-pelli.

Tali prodotti infatti, per essere conformi alla direttiva vigente devono essere com-mercializzati sul territorio nazionale, riportando, sulle confezioni o sulle etichette delle confezioni dei prodotti posti in vendita al consumatore, chiaramente visibili e leggibili, sia la denominazione che la composizione del prodotto, il nome del produttore o di un importatore facente parte dell’unione europea, il paese di origine e se situato fuori dell’unione europea, l’eventuale presenza di materiali o sostanze che possono arrecare danno alle persone e/o all’ambiente, nonché le caratteristiche merceologiche dello stesso prodotto.

Tutte queste informazioni riportate sulle targhette annesse ai prodotti destinati ai consumatori e agli utenti devono essere scritte anche in lingua italiana.
In assenza di tali prescrizioni, e’ vietato il commercio sul territorio nazionale di qualsiasi prodotto o confezione di prodotti che non riportino le predette indicazioni, in forma chiaramente visibile e leggibile.

La commercializzazione dei prodotti che non rispettano le condizioni dettate dal D.Lgs 206/2005, costituisce inoltre turbativa della corretta concorrenza, principio alla base del libero mercato.
Complessivamente agli esercizi controllati, oltre al sequestro, sono state applicate sanzioni amministrative da un minimo di 1.032 euro circa ad un massimo di 51.646 euro.

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