Attualità

LE PRIMARIE DI PALERMO E IL GATTORLANDO CHE PIACE AL PDL. Un interessante commento dell’assessore del Comune di Vittoria Piero Gurrieri.

Ci sono state le Primarie a Palermo e ne conosciamo l’esito: Maurizio Ferrandelli.
Rita ha proposto (ed era nei suoi diritti) ricorso al Comitato dei Garanti che, al termine di un lungo esame, ha confermato l’esito delle Primarie.
Tutto il popolo del centro sinistra si sarebbe aspettato a questo punto che Maurizio, Rita e Davide (Faraone), accompagnati da Bersani, Di Pietro e Vendola, iniziassero una rapida marcia all’unisono per la conquista di Palazzo delle Aquile e per garantire ai palermitani una buona amministrazione dopo gli anni disastrosi di Cammarata e a tutti gli italiani un riferimento ulteriore di moderna e trasparente amministrazione, dopo Cagliari, Napoli e Milano.
Così sarebbe accaduto in qualsiasi parte del Paese. Così chiedono i militanti del Centro sinistra e della sinistra. Così sarebbe accaduto, molti anni fa, al tempo del PCI o della DC. Così sarebbe stato imposto da personalità come Enrico Berlinguer o Moro.
Ma lui no. Lui e’ il custode dell’ortodossia palermitana. Quindi non accetterà mai Ferrandelli. Se Rita non si deciderà, in accoglimento del suo appello, a tradire il patto pre-elettorale candidandosi contro il popolo delle Primarie, lui cercherà un altro candidato. Oppure compierà l’estremo sacrificio, proponendosi personalmente agli elettori. Lui. Sempre Lui. E intanto la Destra e CAMMARATA ringraziano: le carte sono truccate dall’interno, e il banco sta per saltare !
Leoluca Orlando e’ stato lo straordinario sindaco di una straordinaria Primavera palermitana. Non sia ora il distruttore di ogni speranza di palermitani e dei siciliani. Una efficace metafora da lui spesso usata era quella del gattopardismo quale costante delle classi dirigenti siciliane, per rimanere al potere e bloccare sul nascere ogni mutamento.
Medita allora su questo brano di Tomasi di Lampedusa, Leoluca: te lo chiedo come amministratore di un Comune democratico e come cittadino e militante della sinistra: …. “I siciliani (come i campani e i calabresi) non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti: la loro vanità è più forte della loro miseria, ogni intromissione di estranei sia per origine sia anche, se si tratti di Siciliani, per indipendenza di spirito, sconvolge il loro vaneggiare di raggiunta compiutezza, rischia di turbare la loro compiaciuta attesa del nulla” … “Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali” … da Il Gattopardo – Tomasi di Lampedusa.

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