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Lettera a qualche candidato sindaco

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera che rappresenta bene il livello di arrabbiatura di molti cittadini rispetto a qualche candidato sindaco che, in questi giorni, bussa alle nostre porte per cercare voti, promettondo “la luna”.

 

Ci avete rubato il futuro, ci avete privati del diritto di poter vivere una vita normale, in alcuni casi ci avete ridotto alla fame. Pur lavorando, sudando nelle nostre serre, non riusciamo a comprare i libri ai nostri figli, mentre i vostri colleghi parlamentari approvano i trattati con il Marocco. Nonostante tutto questo continuate a mantenervi i vostri stipendi e i vostri privilegi: non vivete in mezzo alla gente che soffre e dunque non capite. Ci offendete con la vostra arroganza. Litigate per conquistare nuove poltrone. Assistiamo con rabbia e impotenza al teatrino di alcuni candidati alle elezioni amministrative, scelti con un gioco al “ribasso”. Leggiamo annunci ridicoli per raccogliere voti. Quelli sì che vi interessano. Ci dite che restituirete soldi di crediti vantati da qualche comune, mentendo sapendo di mentire e ridicolizzandovi. Vergognatevi! Ci sono immagini, come quella allegata a questa lettera, che sono più eloquenti di tante parole (…sicuramente le vostre mogli o le vostre madri non fanno questo tipo di spesa). Vi riempite la bocca di belle parole, ma le promesse che fate, sono ridicole e offensive. Diteci, invece, cosa farete per ridurre gli stipendi, cosa farete per creare un futuro migliore, cosa farete per aiutare i nostri agricoltori e, soprattutto, cosa avete fatto nella vita fino ad oggi. Se non riuscirete a parlare di queste cose, per favore, statevene a casa e non”rompete”, perché rappresentate il peggio della società.

Luigino

One thought on “Lettera a qualche candidato sindaco”

  1. Condivido pienamente le parole e la rabbia. Il nostro settore agricolo è da tempo abbandonato dalle istituzioni e solo noi sappiamo cosa ogni mattina ci carichiamo sulle spalle per mandare avanti le nostre aziende. E’ tempo di dare a noi stessi, e non ad altri, la voce e la forza per riconquistare nelle istituzioni il diritto al lavoro ed al reddito per le nostre famiglie e per le generazioni future. Grazie per aver avuto la forza di scrivere la lettera.

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