Attualità

Comiso, l’ospedale non si chiude

Il Direttore Generale dell’Asp di Ragusa, Ettore Gilotta, interviene a tutto tondo sulla situazione dell’ospedale di Comiso.
Completate le ristrutturazioni, nominati i nuovi primari, valorizzata la medicina riabilitativa e riorganizzato il pronto soccorso. Sono alcuni degli interventi di successo della gestione Gilotta

“Siamo in un momento storico in cui è impensabile che si possa avere l’ospedale sotto casa, questa Azienda ha immaginato una strategia che ha come obiettivo quello di fornire ai cittadini un servizio più centralizzato ma di migliore qualità”. In questa frase si può sintetizzare il pensiero del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa, Ettore Gilotta, in merito alla travagliata vicenda dell’Ospedale di Comiso, che è stata oggetto di un incontro con la stampa, tenuto nella mattinata di mercoledì presso la sede di Piazza Igea . E da lì, via via, lo snocciolarsi di cifre con cui il manager della sanità iblea ha inteso tracciare il panorama di quanto finora fatto e di quanto si sta ormai portando a compimento (in allegato un documento tecnico con tutti i dati del caso). Alla fine emerge chiaro il quadro di una situazione complessivamente ben delineata, in cui lo storico Ospedale Regina Margherita di Comiso, antico di tradizione anche se nuovo di strutture, avrà a disposizione una chirurgia generale con 12 posti letto ordinari e 1 di day hospital/day surgery, la medicina 22 ed 1 di dh/ds, l’oftolmologia e l’otorino 2 di dh/ds, 2 posti di dh/ds nel’area medica indistinta (neurologia, nefrologia, gastroenterologia) così come 2, sempre di dh/ds, sono attribuiti all’area indistinta chirurgia (urologia, oculistica, ortopedia), per un totale, in quest’area che possiamo definire delle acuzie, di ben 44 posti letto totali. Inoltre è prevista la riorganizzazione del pronto soccorso, che diventerà, come da programma provinciale, una PTA in grado di gestire le attuali necessità dell’ospedale. Ma a far la parte del leone, in quella che è destinata a diventare la branca di specializzazione del nosocomio casmeneo, saranno i 24 posti della riabilitazione e gli altri 24 della lungodegenza per dare vita a quella che il direttore Gilotta definisce “una vera e propria città della salute”, in un quadro che, letto con attenzione, sgombera il campo, assolutamente, dalle grida d’allarme sul futuro dell’ospedale di Comiso ma ne delinea un futuro di polo di eccellenza della medicina riabilitativa. Gilotta, poi, non ha mancato di disseminare la sua comunicazione alla stampa di una serie di altre indicazioni, su cui conta di tenere altri incontri, ad iniziare dalla “legittima soddisfazione per aver ottenuto utili di bilancio di ben 7 milioni di euro che consentirebbero di far ricorso, per il completamento del nuovo ospedale di Ragusa, a soli tre milioni di euro di mutuo”. “Un’azione che permetterà ai nostri figli di non dovere far fronte a possibili ed onerosi debiti”. Ma Gilotta si è detto anche “orgoglioso di aver reso possibili gli interventi, a Comiso, di tonsillectomia, con la semplice istituzione di una guardia medica giornaliera di anestesia e rianimazione limitatamente al giorno dedicato a tali interventi”, mentre ha assicurato che i progetti previsti dai POSR regionali relativamente alla nostra provincia, che ammontano ad alcuni milioni di euro, non sono stati persi, come da qualche parte si è voluto far credere, ma semplicemente non sono stati approvati dalla regione, che peraltro non ne ha approvato nessun altro, e sono in attesa, invece, di essere riproposti.

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