Attualità Ragusa

“L’ORA DI SPAMPINATO”, IL DOCU-FILM PRODOTTO PER SOSTENERE LA LIBERTA’ D’INFORMAZIONE

Il 27 ottobre ricorre il quarantesimo anniversario della morte di Giovanni Spampinato, un giornalista che pagò con la vita la sua passione per la verità. Ucciso perché svolgeva al meglio il suo mestiere, quello di informare.
Vincenzo Cascone e Danilo Schininà, in occasione della ricorrenza, hanno ideato un docu-film dal titolo “L’Ora di Spampinato” che uscirà il prossimo 27 ottobre 2012. I due registi, per sostenere e diffondere il progetto che pone la libertà di espressione come elemento caratterizzante per contenuti e obiettivi, hanno scelto di coinvolgere chiunque sia interessato a diventarne produttore attraverso lo strumento della produzione dal basso. “L’Ora di Spampinato”, così, potrà vantare un ampio ventaglio di produttori con un pubblico che avrà un ruolo attivo in quanto finanzia direttamente, prenotando in anticipo una copia del DVD. Il nome di tutti i “produttori sostenitori” apparirà nei titoli di coda del docu-film.
“L’idea di coinvolgere attivamente i futuri spettatori di questo documentario – ha spiegato Vincenzo Cascone – nasce dalla precisa volontà di rendere partecipativo l’approccio e l’interesse sia verso la triste vicenda della morte del giornalista Spampinato, sia verso la Ragusa degli anni Settanta”.
“Attraverso lo strumento della produzione dal basso – ha precisato Vincenzo Schininà – si possono creare i presupposti per capire quanto il pubblico, e in particolare i cittadini ragusani, siano interessati a mantenere viva la memoria della propria città e di un giovane professionista ucciso per difendere la sua passione”.
Per diventare produttore la procedura è molto semplice. Basterà collegarsi al sito www.loradispampinato.com e cliccare su una produzione dal basso. Il costo della singola quota è di 12 euro, il prezzo del DVD. Il documentario verrà consegnato a partire dal 27 Ottobre, giorno in cui uscirà l’audiovisivo. Per il metodo di pagamento è possibile scegliere: carta di credito o via Paypal. Si può ritirare il DVD presso gli uffici di Extempora o TeAtroAmArgine, oppure verrà spedito a casa. Sul sito, inoltre, verrà pubblicata la lista di associazioni, locali e luoghi convenzionati dove sarà possibile poter partecipare alla produzione dal basso.

BIOGRAFIA
Giovanni Spampinato
Corrispondente da Ragusa de L’Ora di Palermo e de l’Unità tra la fine degli anni Sessanta e i primissimi dei Settanta, Giovanni Spampinato, 25 anni, si era affermato pubblicando un’ampia e approfondita inchiesta sul neofascismo. Un lavoro sul campo condotto a Ragusa, Catania e Siracusa, attraverso cui il giovane cronista era riuscito a documentare le attività clandestine e i rapporti delle organizzazioni di estrema destra locale con la criminalità organizzata – che controllava i traffici illeciti di opere d’arte, armi, sigarette e droga – e con esponenti di primo piano del fascismo eversivo nazionale e internazionale, fautori di quella strategia della tensione che già nel ’69 a Milano aveva provocato la strage di piazza Fontana.
Nella sua Cinquecento, la notte del 27 ottobre del 1972, lo raggiunsero sei pallottole esplose da due pistole. A sparare, a pochi centimetri da lui dentro l’abitacolo, fu Roberto Campria, figlio del presidente del tribunale di Ragusa. L’intoccabile trentenne era uno dei maggiori indiziati di un altro omicidio, quello del commerciante di antiquariato e oggetti d’arte, Angelo Tumino, consumato nella stessa città il 25 febbraio dello stesso anno. Giovanni Spampinato era stato l’unico giornalista a rivelare che era coinvolto nelle indagini; che una pista, quindi, portava dentro il Palazzo di Giustizia; e che, perciò, secondo logica e procedura, l’inchiesta penale doveva essere affidata ai giudici di un’altra città. L’inchiesta invece non fu trasferita e il giovane cronista fu criticato e isolato nell’ambiente dei corrispondenti. Ad oggi, del delitto Tumino non si conoscono ancora esecutori, mandanti e movente. Quell’omicidio si verificò proprio nei giorni in cui Spampinato rivelava la presenza a Ragusa del “bombardiere nero” Stefano Delle Chiaie (all’epoca ricercato per le bombe del 12 dicembre 1969 all’Altare della Patria) e di altri noti fascisti romani legati a Junio Valerio Borghese, che nel dicembre del 1970 aveva tentato un colpo di stato. Uno di questi personaggi, Vittorio Quintavalle, fu interrogato dagli inquirenti che seguivano le indagini sul delitto e questo rafforzò nella mente del cronista l’impressione che l’omicidio Tumino potesse essere collegato alle trame eversive che stava documentando. Tanto più che i contatti fra Campria e Tumino e fra questi e i trafficanti di estrema destra erano molto frequenti.
Morì prima di poterlo dimostrare.

2 thoughts on ““L’ORA DI SPAMPINATO”, IL DOCU-FILM PRODOTTO PER SOSTENERE LA LIBERTA’ D’INFORMAZIONE”

  1. …mah, più che un curriculum vitae, mi pare la cronistoria di fantasie politico-giudiziarie. Senza minimamente neppure compiacermi per un omicidio, sempre esecrabile e per il quale il Cambria mi pare abbia abbondantemente pagato, non mi pare sussistano dubbi sul fatto che Spampinato sia stato assassinato perchè l’assassino oramai era tormentato dall’accusa infamamante del coinvolgimento nel delitto Tumino. Sugli eversori a Ragusa, poi, mi pare che si dipinga uno sfondo a tinte fosche, solo per giustificare un movente politico inesistente nel delitto Spampinato. ma siamo in democrazia ed anche i diettrologi hanno il diritto di dire la loro. Chi si accontenta gode…

  2. A quanto pare, anche dopo oltre 40 anni, il desiderio di qualcuno (o la necessità) di insabbiare è ancora forte. Le tinte fosche non vengono “dipinte”. Traspaiono dall’analisi di quanto Spampinato ci ha lasciato.

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