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Anche la comunità islamica di Pozzallo sarebbe coinvolta negli ultimi sbarchi

Alle prime ore dell’alba di ieri, in esito ad indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Modica, i Carabinieri della Compagnia di Modica, coadiuvati in fase esecutiva da un aeromobile del 12° Elinucleo Carabinieri di Catania e da un Pattugliatore del Gruppo Aeronavale della GdF di Messina, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto le sottonotate persone accusate di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, Giuseppe Zocco, 36 anni, pozzallese, censurato; Mohamed Saidani, tunisino, 33 anni, , residente a Pozzallo, operaio; Lutfi Mohammed Essabah Adnan, palestinese, 35 anni, residente a Malta, disoccupato; Farag Mahoud Abdalla, egiziano, 44 anni, residente a Pozzallo; Mohamed, Bourbia tunisino, classe 1981, residente a Pozzallo. Si tratta del responsabile della comunità islamica di Pozzallo; Donato Angileri, pozzallese, 31 anni, e Moahamed Krifa, tunisino, 37 anni, residente a Pozzallo, pescatore.
Gli stessi, ritenuti essere i basisti – per questa giurisdizione – di una più ampia organizzazione criminale transnazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, hanno organizzato l’arrivo sul territorio italiano del natante giunto a Pozzallo nella mattinata di ieri e che, su attivazione dei Carabinieri di Modica che stavano monitorando passo per passo le fasi di avvicinamento del barcone al suolo italiano attraverso la conduzione di complesse attività di intercettazione telefonica, era stato fatto abbordare da un natante del gruppo aeronavale della Guardia di Finanza di Messina a seguito di una avaria occorsa sulla imbarcazione straniera che ne aveva interrotto il lento avvicinamento al litorale di Ispica (RG) mettendo peraltro a repentaglio l’incolumità dei suoi occupanti. Tale imprevisto aveva fatto fallire il tentativo di sbarco pianificato dall’organizzazione criminosa che sarebbe dovuto avvenire con l’utilizzo di due lance leggere che avrebbero fatto da spola tra la nave madre e la spiaggia ispicese di Cirica. Lungo tutto il litorale di Ispica era in atto un dispositivo di osservazione e controllo da parte di una cinquantina di Carabinieri pronti ad intervenire per bloccare i natanti e fermare i clandestini che, grazie al contributo dei 2 italiani, sarebbero stati trasportati – a mezzo di due furgoni presi a noleggio – presso un’abitazione di campagna di pertinenza di Argileri.

Una volta fatto pedinare ed “agganciare” il natante, i militari dell’Arma hanno quindi fatto irruzione all’interno dell’abitazione pozzallese ove i 7 fermati si erano riuniti per gestire in maniera riservata le ultime fasi dello sbarco. Nel corso della perquisizione domiciliare cui hanno sottoposto l’abitazione e le sue pertinenze i militari hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro decine e decine di Sim card internazionali, due bilancini di precisione, nonché numerose bottiglie in acqua ed un grosso quantitativo di pane che erano stati acquistati per il primo sostentamento degli sbarcati che, dopo qualche giorno, sarebbero stati allontanati in maniera anonima verso il nord Italia.
Tutti e 7 i fermati sono stati associati presso la casa circondariale di Ragusa.

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