Attualità

Scicli come Pamplona nelle parole di Capossela

Il famoso cantautore dalle pagine di Repubblica, rilancia oggi attraverso un intervista il suo ultimo lavoro Rebetiko, nella lunga intervista sul quotidiano nazionale parla delle sue ispirazioni e dai luoghi da dove esse nascono, di seguito pubblichiamo lo spaccato nel quale parla della citta di Scicli che è stata ispiartrice di una delle sue canzoni più fortunate. L’artista sarà in concerto domani alle 21.30 al teatro Valle dei Templi di Agrigento e venerdì al Teatro Antico di Taormina.

 

Quali immagini contiene il suo album di ricordi siculi?
“La prima volta che ho visto la statua del Cristo risorto correre sulle teste della gente di Scicli. Mi apparve come un Cristo da corsa, come i tori liberati per le strade di Pamplona nei racconti di Hemingway. E poi la banda che gli correva dietro suonando a perdifiato un solo pezzo, il Busacca, per due giorni di fila… e la gente che gridava Gio- gio- ia! E poi i sollevatori di ceri nella festa di sant’Agata a Catania, le strade ricoperte di cera e i  ” semu tutti devoti tutti”. I primi concerti, vent’anni fa, alla tonnara Florio a Palermo, o sotto il pilone di Messina sullo stretto. Tutte le chiacchiere col mio amico Jacopo Leone. E ancora, il mercato del pesce di Catania. Ma il ricordo più bello mi sto preparando a viverlo venerdì al teatro greco di Taormina: vedere e ascoltare il mito in persona, il grande Psarantonis da Creta, suonare la sua lira ed emettere i suoi versi ancestrali. Con me sul palco una sola volta, come tutte le cose uniche”.

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