Comunicati stampa

Successo di pubblico per la XIV del VideoLab Film Festival

Straordinario successo di pubblico per la seconda serata del XIV VideoLab Film Festival.

Andrea Di Falco, direttore artistico del festival, dialoga sul palco con alcuni componenti del comitato scientifico dello stato di salute del cinema in Sicilia. “Loro  – afferma – rappresentano come ho scritto sul catalogo dei punti di riferimento. Intellettuali umanisti che testimoniano, ogni giorno, con le loro azioni, l’amore incondizionato per un’ossessione che ci accomuna: il cinema”.

Sebastiano Gesù, vice direttore del Festival del Cinema di Frontiera di Marzamemi, denuncia il momento di crisi in cui versa la manifestazione. “Siamo stati costretti a posticipare la dodicesima edizione. Da luglio speriamo di realizzarla a settembre. La verità è che il finanziamento regionale è difficile da attivare. Ma non è solo questo il problema. È il sistema cinema in Sicilia che non decolla. Non ha un progetto preciso. Inoltre, gli enti locali non sostengono adeguatamente la cultura”.

Tullia Giardina, docente di cinema e sceneggiatrice, parla della propria esperienza di scrittrice per il grande schermo. “Mi sono affacciata alla scrittura cinematografica occasionalmente. E ho riscontrato serie difficoltà rispetto al riconoscimento del lavoro svolto”. Giardina punta l’attenzione sulle sinergie creative. “Oggi  – sottolinea – i giovani non trovano un contesto dove venga riconosciuto il talento. In Italia ci sono poche cause di diritto d’autore. La Sicilia è sicuramente periferica, mancano gli strumenti”.

Giuseppe Gambina, esercente cinematografico, ha voglia di parlare della digitalizzazione delle sale. “Come per la tv – dice – con il digitale terrestre anche il cinema si appresta a vivere un proprio switch off. Entro il 2013, infatti, tutte le sale dovranno abbandonare la pellicola per passare al digitale. Questo comporta dei costi che le sale siciliane non possono fronteggiare senza un aiuto concreto da parte delle istituzioni”.

Massimiliano Coppola, critico e regista, cerca di formare una sezione del sindacato dei critici cinematografici in Sicilia.“Mi piace – afferma – l’idea di mettere insieme chi scrive con passione di cinema”.

Davide Parruccini, regista del corto I tweet, parla dell’idea creativa da cui nasce il cortometraggio ambientato e girato a New York. “Ho cercato – rivendica l’autore – di raccontare la difficoltà di comunicazione nell’epoca di Facebook e delle relazioni virtuali. New York, con la sua veloce frenesia, è la metafora di una civiltà dove risulta difficile dare valore ai rapporti umani. I ragazzi in questo contesto sono abbandonati a loro stessi”. Parruccini racconta i suoi progetti futuri. “Attualmente – dice – seguo la vita del mio corto. Inoltre, sto lavorando alla scrittura di un lungometraggio”.

 

 

DOCUMENTARI ARCHEOLOGICI

La prima sezione del festival è stata dedicata ai documentari archeologici con la proiezione di Leontini, memorie da una città dimenticata. Dello stesso autore oggi verrà presentato il documentario L’eremo di Santa Febronia, i luoghi, il culto, la memoria. Il film narra la storia di una Santa dalle origini orientali. La devozione dei suoi fedeli, la suggestione ed il mistero dell’eremo rupestre.

 

MANUEL GILIBERTI

Subito dopo, per la sezione Schermi riflessi, Manuel Giliberti ieri sera ha presentato Mia carissima sfinge, un corto interpretato da Deborah Lentini e Davide Sbrogiò e prodotto da Specchi riflessi. “Il corto – afferma il regista – è un gioco ed un omaggio. Ho letto, venti anni fa a New York, un racconto di Manuel Puig il cui oggetto riguarda l’incontro tra la Divina e il grande cineasta. Ho visto anche il provino della Garbo. Volevo che questo gioco fosse un omaggio al cinema”. Giliberti rivendica il potere della lettura. “Mi piace il contatto fisico con la pagina. Leggo molto, vedo poca televisione. Leggo la carta stampata. Mi imbuco nelle librerie. Leggere mi ha sempre procurato emozioni fortissime”. Giliberti ripercorre i propri inizi. “Mi occupavo – dice il regista – di spazi scenici, in quanto architetto. Poi, il teatro, la pubblicità. Infine, il cinema. Penso che il corto sia la sintesi veloce di un pensiero lungo”.

Secondo Deborah Lentini, che conduce le serate del VideoLab, “non esiste un metodo Giliberti”. Per l’attrice “Manuel è, innanzitutto, un amico. Con lui si entra subito in sintonia. Il vero approccio di Manuel riguarda la dedizione assoluta verso il lavoro”.

Davide Sbrogiò parla della collaborazione con il regista. “Era il 1993 – ricorda – quando abbiamo lavorato insieme per uno spettacolo teatrale”. Quanto a Mia carissima sfinge, l’attore sottolinea un aspetto che ritiene decisivo: “è stata una full immersion di pochi giorni. Abbiamo cercato di ricreare, seppure con amore e umiltà, la magia di quell’incontro”.

 

PAPPI CORSICATO

A conclusione dello spazio dedicato a Giliberti, presidente onorario del festival, viene mostrata la terza e ultima parte della selezione del cinema breve di Pappi Corsicato. Stasera viene proiettato The restoring the B e il videoclip del brano Nun t’scurdà degli Almamegretta.

 

I CORTI DEL CINEMA D’ARTE MEDITERRANEO DI KAMARINA

Dopo la personale dedicata a Corsicato tocca al concorso vero e proprio. Viene proiettata la terza parte dei Corti del Cinema d’Arte Mediterraneo di Kamarina.

Il primo corto di stasera è El mueble de las fotos di Giovanni Maccelli. Il pretesto narrativo è dato da una credenza, in salotto su cui sono esposte una serie di foto familiari incorniciate. Un nuovo amore. Uno sguardo disincantato sul presente. Un pregiudizio, purtroppo, ancora palpabile. Giovanni Maccelli nasce a Prato nel 1977. Si laurea in Teoria e tecnica del linguaggio cinematografico all’Università di Firenze. Si diploma in Regia cinematografica alla Scuola Immagine di Firenze. Fonda la casa di produzione Zampanò, con la quale realizza cortometraggi di finzione e animazione.

Il secondo corto di stasera è Silence di Angelo e Giuseppe Capasso. Due autori che la scorsa edizione hanno vinto il vinto il festival con il corto 101.8 FM RADIO. I due fratelli cineasti padroneggiano, ancora una volta il genere thriller. Silence è una storia di sguardi, di rumori, di sensazioni. E di un’unica terribile angoscia: l’horror vacui.

Il terzo corto di stasera è The cricket di Stefano Lorenzi. È ambientato all’interno di un aeroporto. Un suono disturba un operaio mentre lavora alla costruzione di un pilastro. La sua scelta dimostra una sensibilità inedita. Che oggi si crede perduta.

Stefano Lorenzi è oltre che regista, sceneggiatore, fotografo. Dirige numerosi film di finzione e documentari. Meritano una menzione: Firenze, città aperta e Genova senza risposte. Con il corto The Cricket partecipa alla 68ª Mostra del Cinema di Venezia.

Il quarto corto di stasera è Disinstallare un amore di Alessia Scarso. Il film parla di una relazione da cancellare. Abitudini da “formattare”. Un bacio, un amplesso, la pelle di una donna. Si può rimuovere l’amore dalla mente di un uomo? Un’evidente citazione di Se mi lasci ti cancello di Michel Gondry, film premio Oscar per la migliore sceneggiatura, interpretato da Jim Carrey e Kate Winslet. Alessia Scarso, classe 1979, modicana. Si diploma in montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Produce e dirige diversi spot per enti pubblici e privati. Disinstallare un amore è il suo debutto alla regia.

Il quinto corto di stasera è Nando di Marco Gozzo. Si tratta di un racconto d’iniziazione alla vita ai tempi dell’occupazione nazista. Un’amicizia, un confronto, due sguardi diversi. La stessa umanità.

Marco Gozzo è siracusano. Si laurea in Scienze e tecnologie della comunicazione all’Università Iulm di Milano. Frequenta un workshop alla New York Film Academy. È assistente alla regia de L’ultimo Re, film di Aurelio Grimaldi.

 

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