Comunicati stampa

Facciamo volare Ragusa: l’aeroporto non deve essere una struttura per pochi !

Il Governo nazionale si sta dimostrando poco attento rispetto alla nostra Provincia, creando non pochi problemi all’apertura dell’aeroporto di Comiso.
Ci sono due modi di affrontare questo problema: lamentarsi e imprecare contro Ministri e funzionari o reagire con un forte coinvolgimento del territorio.
Credo che sia importante fare entrambe le cose.
E’ necessario, però, trovare il modo per far sì che l’aeroporto non sia solo una struttura per pochi ma rappresenti il punto centrale dello sviluppo economico dell’intero territorio ibleo e dunque di ciascun ragusano.
Penso, a questo proposito, alla realizzazione di un azionariato diffuso (anche simbolico) in grado di coinvolgere le famiglie del territorio in questa nuova avventura.
Non è la semplice apertura dello scalo aeroportuale a risolvere i problemi dell’economia, occorre riuscire a far operare le giuste compagnie aeree e soprattutto creare sistema con le attività turistiche, artigianali e agricole che poi potranno beneficiare dell’incremento delle presenze.
Abbiamo la possibilità di chiudere importanti accordi con la compagnia irlandese Ryanair, leader tra le low cost europee, generando un traffico di passeggeri assai rilevante e in grado di “cambiare” radicalmente l’economia del nostro territorio.
Tutto questo ha un costo.
Le compagnie importanti, infatti, chiedono investimenti finanziari ai territori beneficiati dal nuovo traffico.
“Sono convinto che questo costo rappresenti per il territorio ibleo il più redditizio degli investimenti”. 
La Ryanair, infatti, è in grado di garantire a regime 1.000.000 (un milione) di passeggi, in entrata, l’anno.
Si tratta di numeri enormi. In media, ogni passeggero ha una permanenza sul territorio di 4 giorni e spende circa 600 euro durante il soggiorno. Si può facilmente comprendere che il nostro territorio potrebbe contare su 600.000.000 (seicentomilioni di euro) per anno di nuove entrate economiche. Se consideriamo, come percentuale di margine che rimane agli operatori del territorio, il 30%, ben 180.000.000 di euro sono i potenziali utili da dividere tra operatori turistici, dell’artigianato, dell’agricoltura e dei servizi.
Quanti nuovi posti di lavoro si potranno creare con questi numeri?
Considerando anche gli effetti moltiplicativi, derivanti dall’aumento dei consumi interni legati ai nuovi redditi generati, non meno di 5 – 6 mila nuovi posti di lavoro.
Ecco spiegato perché un nuovo sviluppo del territorio ibleo è possibile e la “strada” da seguire è già indicata.
Cosa serve adesso?
L’intera classe politica e dirigente di questa provincia è chiamata a “raccogliere” questa sfida esaltante, ma soprattutto ciascun ragusano non può stare a guardare. “Da semplici spettatori a protagonisti di questo nuovo sviluppo” è ciò per cui dobbiamo lavorare al fine di creare una larghissima partecipazione popolare all’iniziativa.
Rendere possibile tutto questo è un investimento che anche i militanti dell’Udc provinciale, assieme ai vertici regionali e nazionali possono  realizzare assieme, a favore della collettività locale, con l’intento di “generare” un nuovo e straordinario sviluppo economico e quindi una crescita del benessere sociale della provincia iblea. Ragusa può e deve diventare nuovamente protagonista nel mezzogiorno di un modello economico che, questa volta, faccia perno sul turismo integrato con gli altri settori economici.
L’investimento pubblico e privato (anche oneroso), che tutti siamo chiamati a destinare all’avvio di questa opera, è motivato e legittimato dal fatto che l’aeroporto può diventare il punto di partenza per la realizzazione della piena occupazione nel territorio ibleo.
L’avviamento di un’attività aeroportuale però non è un’opera pubblica, bensì un’impresa. Avviare un’impresa significa aver fiutato l’opportunità di soddisfare una domanda, in questo caso esigente, e nel riuscire a offrire servizi e prodotti in grado di soddisfare al meglio la stessa.

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