Comunicati stampa Ragusa

“L’assalto alla diligenza” in Sicilia

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Sel – Ragusa

La lettera dell’assessore regionale Andrea Vecchio al collega Massimo Russo e al Presidente Raffaele Lombardo che, a scanso di equivoci copio sotto, mi sembra esplicativa del clima  da “assalto alla diligenza” creato da uomini senza scrupoli legati solo al dio potere e al proprio tornaconto personale. Mi chiedo quale sia la posizione del nostro conterraneo assessore regionale balneare Francesco Aiello di fronte a questo sfacelo, anche se la lettera in questione porta a pensare che sia sulla strada dell’ascarismo in buona compagnia con i vari Nello Di Pasquale e Fabio Nicosia che dopo aver tenuto bordone al governo lombardiano pensano di fare il salto della quaglia per cogliere il tanto sperato risultato personale alla faccia dei ragusani e dei vittoriesi.

“Caro Massimo, avere appreso ieri, da notizie apparse sulla stampa, della tua intenzione di dimetterti, di abbandonare il fronte dal quale hai condotto la tua battaglia contro gli sprechi e le inefficienze nella sanità pubblica a vantaggio dell’efficienza, della trasparenza e della legalità, pur tra mille ostacoli e interferenze provenienti, molti dall’interno e parecchi anche dall’esterno dell’amministrazione regionale, ha gettato nello sconforto, non solo me, che sarebbe la cosa minore, ma migliaia di siciliani che in te hanno creduto e che a te, alla tua figura, hanno affidato le sorti della loro salute e se vuoi della loro vita. Capisco le tue amarezze, le tue disillusioni, anche le umiliazioni che ti sono state inferte dalla macchina infernale che è la politica, soprattutto quando si è in campagna elettorale. E i politici di professione sono sempre in campagna elettorale, dall’istante preciso nel quale una campagna finisce inizia subito la successiva, al fine di guadagnare posizioni, o anche cercando di non perderne. Ti hanno accusato che tu non hai seguito, tu non hai voti. Ma come può avere seguito e voti se il seguito e i voti sono sempre oggetto di intrallazzi e di mediazioni con la parte più bassa della politica. Ma tu non sei e non devi essere un uomo politico, tu sei un uomo retto e cosciente prestato all’amministrazione, non alla politica. Non ti dimettere, rimani in giunta insieme a me, a Marco Venturi e a qualche altro che cono sicuro tra noi c’è, a fare da baluardo all’assalto alla diligenza che in questi ultimi giorni si sta tentando di effettuare con la regia dell’ex presidente Lombardo e alcuni assessori ascari che stanno cercando di orientare i residui di capacità di spesa del bilancio regionale verso elargizioni di assoluta e totale utilità elettoralistica. Rimani a presidiare il territorio, a presiedere la giunta nella tua qualità di vicepresidente. Io, Marco Venturi e, ne sono quasi sicuro, anche qualche altro di coscienza limpida, saremo al tuo fianco a difendere questa terra martoriata, assalita, dilaniata. Restiamo nel tentativo di salvare il salvabile per consegnarlo a chi verrà dopo di noi non proprio ridotto a brandelli. All’ex presidente Lombardo va dato atto che ha mantenuto la parola. Aveva promesso che si sarebbe dimesso un minuto prima del suo eventuale rinvio a giudizio, rinvio per altro non ancora avvenuto. Comunque che si sarebbe dimesso il 31 di luglio. E’ stato un uomo di parola, il 31 di luglio si è dimesso. Ma è rimasto a presidiare il territorio, a presiedere la giunta come se fosse ancora nei pieni poteri, come se non si fosse mai dimesso. Esperti legali dicono che ha la possibilità di farlo, che lo può fare. Non discuto di aspetti legali. Discuto di aspetti di etica, di buon senso, di buon gusto, di trasparenza, di opportunità. Caro ex presidente Lombardo, non metta più piede a palazzo d’Orleans, deleghi formalmente ed ufficialmente con un atto chiaro e trasparente Massimo Russo, vicepresidente, a presiedere tutte le giunte che si terranno da qui alla fine della legislatura. Rimanga a casa sua, vada a coltivare le arance delle quali dice di essere tanto fiero. In fondo questa era un’altra promessa per la quale si era solennemente impegnato. Mantenga anche questa promessa senza la quale la prima, le sue dimissioni, rimangono svuotate di significato, di valenza, di effetto, di efficacia. Torni a casa sua, lasci libero il popolo siciliano. Lasci un ricordo positivo, di uomo nobile e generoso. Da qui al 28 di ottobre, giorno delle elezioni per il rinnovo del Parlamento regionale, così orgogliosamente viene definito, non consiglio regionale come in tutte le altre regioni italiane, quello che rimane della Sicilia ce la farà a fare a meno della sua ingombrante presenza. A lei e a Massimo, con la stima di sempre, malgrado tutto, sempre con la stessa stima”.

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