Attualità

Gli studenti del Cataudella di Scicli: ” ecco le ragioni della nostra protesta”

Le occupazioni e le manifestazione si sono sparse a macchia d’olio in tutte le scuole d’ Italia. In Sicilia l’avvio è giunto da Palermo per poi toccare Catania, Messina e via via tutte le città e anche i paesini più sperduti. Qualcuno guardando queste proteste dice : ” è il solito modo per perdere qualche ora di scuola”. Tutti siamo stati tra i banchi di scuola e credo che ricordiamo bene i nostri scioperi, proteste e occupazioni e se è vero che spesso la “massa” si lascia trascinare, è altrettanto vero che i ragazzi attraverso le loro autogestioni e scioperi stanno cercando di dire qualcosa anche a noi più adulti. A Scicli i ragazzi del Quintino Cataudella, oggi erano in piazza per commentare e rilanciare il documento che insieme hanno stilato e che di seguito pubblichiamo, ecco le loro ragioni:

 

L’istituto Quintino Cataudella  di Scicli, ha programmato una settimana di autogestione per aderire alla protesta studentesca mossa da tutte le scuole della nazione.

I motivi che ci hanno spinto a dare vita a questa protesta sono i seguenti:

1-                 Tagli alla scuola pubblica con il fine della privatizzazione di quest’ultima e quindi maggiori finanziamenti per le scuole private.

2-                 Classi numerose dove è impossibile per gli alunni e per gli insegnanti svolgere una corretta attività didattica.

3-                 Siamo del tutto in disaccordo su ciò che cita il decreto Aprea, ossia, sulla riduzione dell’autonomia degli organi collegiali e sull’ingresso dei privati nella scuola  che, dando dei finanziamenti, potrebbero acquisire potere decisionale all’interno di una scuola che è e deve rimanere PUBBLICA.

In questi giorni di autogestione, pur non negando di aver riscontrato delle difficoltà nella gestione di quest’ultima, investendo tutto il nostro impegno e la nostra volontà per riuscire al meglio, dobbiamo anche dire che tutti noi abbiamo pian piano preso vera coscienza dell’importanza della scuola in tutte le proprie componenti dando vita anche ad un confronto tra alunni e tra alunno-docente con la conseguenza della nascita di un movimento non più disposto ad accettare le imposizioni che gli vengono imposte dall’alto.  Da  oggi vogliamo essere noi  i veri  protagonisti della nostra vita, soprattutto in questo momento storico molto difficile per il nostro Paese. Adesso noi vogliamo dare voce al nostro pensiero, per costruirci un futuro che in questo momento ci sembra negato da tutte quelle persone che ci ostacolano continuamente ma che, nello stesso tempo ,hanno  fatto rinascere in noi la speranza di poter riuscire a costruirne uno. Ormai ci siamo davvero stancati di sentir parlare di tagli continui e di crisi e per questo noi, nel nostro piccolo, come scuola vogliamo dire a coloro che credono di avere il potere assoluto di governarci che noi siamo quel “ capitale umano” necessario ed indispensabile per dar vita ad un serio e duraturo cambiamento, nella società di domani.  Sappiamo di essere impreparati e fragili prede di chi con le belle parole riesce a confonderci le idee, per questo motivo chiediamo, prima di tutto, ai nostri insegnanti e al nostro preside di aiutarci a formarci una coscienza e una consapevolezza  per saper affrontare i problemi  della nostra generazione. Siamo convinti che se la scuola vuole riappropriarsi del ruolo di formare cittadini pensanti e propositivi, ha bisogno del contributo e dell’unione di tutte le sue componenti.

 

Scicli, 30 novembre 2012

I ragazzi del Quintino Cataudella

 

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