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Il Muos potrebbe interferire con il traffico aereo, lo sostiene il professore Massimo Zucchetti

Il Muos (Mobile User Objective System), il complesso di antenne a parabola americano per la comunicazione militare, che è attualmente in costruzione nel territorio della sughereta di Niscemi, interferirebbe, a causa delle sue onde elettromagnetiche, con il traffico aereo degli aeroporti di Fontanarossa, Sigonella e Comiso. Lo sostiene il professor Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino in suo articolo pubblicato sul ‘Manifesto’ di ieri.Gli attivisti del coordinamento regionale dei comitati No-Muos, che presidiano le strade di contrada Ulmo da quasi una settimana ormai, sono legati in un rapporto di cooperazione intellettuale con Zucchetti e col suo collega Massimo Corraddu, che esaminano la vicenda della realizzazione del Muos, esprimendo pareri scientifici autorevoli e indipendenti da più di un anno. Hanno raccolto indagini e documenti e adesso chiedono chiarezza sulla vicenda. Secondo lo studio, l’intensità del campo emesso da ogni parabola, in una distanza inferiore ai 20 chilometri, sarebbe superiore ai 40 V/m. Il limite di sicurezza previsto per le strumentazioni di bordo degli aerei è di appena 1 V/m. L’aeroporto di Fontanarossa dista 67 chilometri dal Muos, quello di Sigonella 52, quello, ancora inattivo, di Comiso solo 19.

 

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