Politica

Il Consigliere di Scicli Causarano interviene sul predissesto

«Gentile direttore, approfitto dello spazio che vorrà concedermi sulle Sue pagine per  esporre agli sciclitani il mio punto di vista sul passaggio che si è consumato venerdì sera in Consiglio Comunale, probabilmente il più importante affrontato dal consesso cittadino da anni, suscettibile di produrre riflessi importanti sulla condizione economica e sociale di circa 26mila sciclitani.

Quella che si votava, infatti, non era una delibera come tante altre ma un provvedimento che potrebbe aver segnato la linea di demarcazione fra una gestione della città in continuità con il passato (precaria e priva di prospettive) e quella che pone le basi per ripartire di qui a poco!

Condivido le preoccupazioni di chi, in questi giorni, ha dichiarato che il piano di riequilibrio finanziario potrebbe avere una portata dirompente sul tessuto sociale del territorio se non sarà equamente pianificato, ma mi permetto di rilevare come venerdì sera – ad un certo punto della seduta – è apparso chiaro che se non fosse stato predissesto, allora, sarebbe stato dissesto!

Insufficienti, infatti, ci erano sembrate le deduzioni con le quali s’intendeva ottemperare alle prescrizioni della Corte dei Conti, mentre non si poteva negare alla città di perseguire l’unica via d’uscita rimasta per evitarle un dissesto finanziario.

Bisognava dare atto al Sindaco che, seppure in grave ritardo, finalmente era riuscito a far uscire allo scoperto la sua maggioranza dinanzi alla gravità della condizione economica esistente (secondo la lettera della legge chi vota il predissesto accerta  che sussistono “squilibri strutturali di bilancio in grado di provocarne il dissesto”), sin a quel momento gestita con provvedimenti di ordinarietà: si pensi solo alla votazione del bilancio 2012  quindici giorni prima.

A dimostrare I travaglio politico di una parte della coalizione che sostiene la giunta, infatti, basti rilevare che appena 24 ore prima il partito dell’Udc (azionista di maggioranza di Susino) per bocca del suo capo gruppo si diceva soddisfatta per il bilancio 2012 e che ci si era avviati “coraggiosamente e con spirito costruttivo verso la via del risanamento evitando foschi scenari di predissesto economico”!

Questo, in buona sostanza, era lo scenario politico in cui Franco Susino doveva muoversi.

Ma tant’è. Alla fine – in aula – il Sindaco ha avuto l’appoggio di tutta la sua maggioranza, o almeno di quella che era presente in aula venerdì sera.

Noi consiglieri del Partito Democratico, così come quelli dell’Idv (il Popolo della Libertà è stato assente per tutta la serata), abbiamo scelto di astenerci rispetto a questo provvedimento, ma con i nostri numeri abbiamo garantito che si approvasse subito la proposta di delibera e si evitassero alla città ulteriori ore d’incertezza e mancanza di prospettiva rispetto ad una scadenza (quella del 16 dicembre) che pendeva come una spada di Damocle sulle sorti di un paese che non merita l’infamia del dissesto!

La scelta dell’astensione è stata motivata dal colpevole ritardo con il quale l’Amministrazione si è risoluta ad assumere quel provvedimento di discontinuità rispetto alle gestioni passate, impedendoci di studiare attentamente la proposta che ci veniva sottoposta (tutto si è svolto in meno di 24 ore), per non parlare della totale mancanza di coinvolgimento delle minoranze nella pianificazione di tale decisione cui volentieri avremmo dato il nostro contributo.

Tardività, mi consenta direttore, che non è stata dovuta ad interventi legislativi piovuti da Roma ma a scelte politiche maturate sul territorio!

Il decreto in materia di finanza e funzionamento sugli enti locali, infatti, è entrato in vigore il 10 ottobre scorso (data dalla quale avremmo potuto deliberare il riequilibrio) ma è divenuto inapplicabile nel nostro comune dopo la notifica della famosa deliberazione della Corte dei Conti avvenuta il 16 novembre scorso: dunque la non utilizzabilità del beneficio era dovuta ad un’inadempienza della nostra Amministrazione, non al caso della successione delle leggi.

Prova di tutto ciò è data dal caso analogo del comune di Modica che, convocato all’udienza del 24 ottobre alla Corte dei Conti (come noi), ha giocato d’anticipo sulla notifica del giudice contabile (anche per Modica avvenuta il 16 novembre) adottando la delibera di riequilibrio pluriennale del proprio bilancio il 31 ottobre scorso, ovvero in anticipo di due settimane rispetto all’esclusione legislativa!

A tale tardività,  inoltre, vanno aggiunti i non trascurabili vizi di legittimità che abbiamo rilevato nella proposta dell’amministrazione (anche per lo status personale dei singoli consiglieri) e che potrebbero viziarne  irreparabilmente il risultato (ad esempio è tutt’altro che pacifico che la conversione in legge del decreto in questione ci abbia rimesso in termini rispetto all’esclusione maturata con l’anzidetta notifica del 16 novembre!).

E, però, alla fine ha prevalso la ragion di Stato.

Era giusto far si che il Sindaco e la sua giunta provassero a portare fuori dal guado il paese e dare agli sciclitani un’altra chances.  Insomma : meglio tardi che mai…

Adesso starà principalmente a Franco Susino dare seguito alla scelta assunta ed utilizzare questi sessanta giorni che si sono guadagnati (forse?) per pianificare quel piano pluriennale di riequilibro che, qualora dovesse essere adottato, condizionerà la vita della città per gli anni venturi.

Appare evidente, dunque, che per adottare un provvedimento quanto più esaustivo possibile si coinvolgano tutte quelle parti sociali (sindacati, associazioni di categoria, associazioni sociali, sportive e culturali) che oggi compongono il tessuto della nostra società.

Questa interlocuzione, manco a dirlo, non potrà fare a meno dei partiti che oggi siedono fra i banchi dell’opposizione perché anche noi abbiamo a cuore la rinascita socio economica del paese e, in una condizione di tale gravità, nessun organismo rappresentativo della società può essere escluso dalla sfida della ripartenza».

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