Attualità Scuola

Ragusa, il “concorso della vergogna” per selezionare insegnanti

Il concorsone della vergogna. Così è stato definito da molti il nuovo meccanismo di selezione insegnanti.
Tantissimi i “bocciati” anche in Provincia di Ragusa. Ci si chiede se, in questo modo, ad essere “bocciati” sono i concorrenti o chi ha pensato questi quesiti che, forse, poco hanno a che fare con l’insegnamento e molto con la burocrazia.

Cacciamo via i consulenti del Ministero che hanno preparato i quiz, così hanno denunciato in tanti, ricordando quanto è accaduto per il precedente concorso per selezionare i dirigenti scolastici.

Per comprendere meglio quanto sta accadendo, segnaliamo questo bellissimo pezzo di Alex Corlazzoli.

Così ha scritto Alex Corlazzoli sul Fatto Quotidiano.
Cari allievi, oggi il vostro maestro è stato
bocciato. Sì, avete letto bene: il Ministero
della Pubblica istruzione, al Concorsone,
mi ha rimandato. Il maestro, che ogni
anno entra in classe insegnando storia,
geografia, musica, educazione all’immagine, informatica, scienze, dopo aver passato un concorso e ottenuto l’abilitazione
nel 1999, non ha passato il test di preselezione che è stato costretto a fare per tentare di non essere più precario.
Un personal computer, non una persona,
in cinquanta minuti ha deciso che io non
potrò continuare a essere il vostro maestro ogni anno ma sarò destinato ancora
a girare come le giostre da un paese all’altro.
Con me sono stati bocciati sei su dieci che
hanno provato: su 22 persone che erano
in aula con me solo 9 sono state promosse.
Volete sapere cosa mi hanno chiesto? No,
non ho il coraggio di dirvelo, cari allievi.
Voi state immaginando domande sulla
didattica, su come si trasmettono a voi la
storia, la geografia, l’educazione civica.
State immaginando che mi hanno “interrogato” per sapere come v’insegno a
usare internet, la mail, i social network
che il 74% di voi utilizza.
No, nulla di tutto questo. Mi hanno fatto
un quiz, come quelli che fate voi quando
vi costringono a fare i test dell’Invalsi più
o meno. Per sapere se so fare il maestro
mi hanno chiesto: “Pamela, Fiona e Gina,
sono tre ragazze newyorkesi. Stanno
prendendo il sole in una piscina della loro
città. Pamela indossa un costume intero.
Fiona legge un libro, Pamela e Gina sono
cugine”. Dovevo indovinare la risposta
esatta tra queste quattro: “Fiona è una
studentessa universitaria; Pamela è
grassa; a Roma non sono le 9 del mattino;
Pamela e Fiona sono cugine”.
Lo so che state ridendo. Ma i vostri maestri oggi non hanno il sorriso. Dicono che
si chiama logica, cari ragazzi.
Eppure domani dovrò tornare in classe in
una scuola illogica. Mi hanno bocciato ma
per qualche mese servo ancora al signor
Ministro che avrei voluto vedere fare un
test con me.
Domattina tornerò tra voi, continueremo
a leggere il quotidiano insieme, a imparare la Costituzione e la democrazia con i
nostri consigli comunali di classe. Parleremo ancora di musica senza suonare il
piffero ma ascoltando Fabrizio De Andrè
e Giorgio Gaber. Vi insegnerò scienze
portandovi alla fiera del consumo critico
a Milano. Cercherò di ascoltare ancora i
problemi di quelli tra voi che hanno il
papà e la mamma separati; di chi non riesce a studiare perché a casa non c’è nessuno che lo può aiutare visto che mamma
e papà parlano poco l’italiano ma molto
bene l’arabo. No, non mi sono dimenticato: anche se non so bene rispondere al
quiz di Fiona, Gina e Pamela; anche se la
nostra Scuola italiana non ha soldi continuerò a organizzare il nostro viaggio
d’istruzione al Parlamento a Roma o sui
beni confiscati alla mafia in Sicilia, cercando soldi tra qualche imprenditore. Andremo a Mirandola, a incontrare i
bambini che vivono nei container: perché
per noi parlare di Emilia è anche questo.
Non preoccupatevi, quel signore che si
chiama Francesco Profumo, forse non
ama veramente la scuola ma il vostro
maestro prova ogni giorno ad amarla.
Anche se è stato bocciato.

One thought on “Ragusa, il “concorso della vergogna” per selezionare insegnanti”

  1. “Bellissimo pezzo”? Quanto scritto da Alex Corlazzoli è semplicemente vergognoso per il patetismo esibito, per la pochezza intellettuale mostrata nel non saper risolvere quesiti elementari, per la mancanza di rispetto verso la logica, la cultura scientifica e il semplice buonsenso.
    “Vi insegnerò scienze
    portandovi alla fiera del consumo critico”? Ma stiamo scherzando?

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