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Scandalo sanità, quanti altri Civello ci sono a Ragusa? Medici per passione o per denaro?

Il mestiere di medico non è paragonabile ad altri lavori, perché ha a che fare con le sofferenze ed è prima di tutto una “relazione” con i pazienti. Purtroppo il caso Civello, medico accusato di concussione arrestato e poi rilasciato, che secondo i magistrati inquirenti avrebbe chiesto somme non dovute a malati bisognosi di interventi chirurgici, ci fa riflettere. Nella nostra Provincia , forse, si pensava di essere “immuni” a pratiche di questo genere e, invece, dobbiamo prendere atto che così non è. La tentazione del denaro facile, dell’arricchimento senza scrupoli, forse, sta dilagando anche a Ragusa. Eppure ci piace pensare che chi sceglie la professione medica lo fa per passione. Forse però la passione “spesso conduce a soddisfare le proprie voglie”, senza indagare se a pagarne le spese sono poi poveri malcapitati che avevano pensato di affidarsi a un bravo medico.

Quanti sono medici che lavorano in una struttura pubblica e poi, a pagamento, ricevono in “costosi” studi privati?

E’ difficile fare i calcoli, ma sembra che questa prassi sia alquanto diffusa e “tollerata”. Forse perché si tratta di medici, cioè di figure professionali un tempo rispettate.

Immaginate cosa accadrebbe, invece, se un insegnante obbligasse i propri alunni a seguire “costose” lezione private nel suo studio prima di decidere l’eventuale promozione. Eppure per alcuni medici questo comportamento è normale. Chi è genitore forse ha avuto modo di sperimentare come funziona. Quando una donna è in stato di gravidanza in genere ci si rivolge ad un ginecologo, che la riceverà nel suo studio privato, pagando. Il medico poi, forse, saprà ricambiare prestando “attenzioni” particolari quando arriverà il “lieto evento” della nascita. Non so questa usanza è cambiata, temo di no.

La sanità è pubblica o privata?

Apparentemente sembrerebbe pubblica, tutti paghiamo i necessari contributi al sistema sanitario nazionale, però, in troppi casi, per avere un servizio “efficiente” è necessario metter mani al portafoglio.

In questo contesto possono essere meglio comprese  le dichiarazioni dell’accusa, a carico di persone come Civello, nelle quali si sospetta che il medico avrebbe chiesto somme non dovute a malati bisognosi di interventi chirurgici per saltare le liste di attesa ed essere operati in regime di attività libero professionale intramenia.

E’ evidente che quando si ragiona con il “denaro in testa” è facile dimenticare il famoso giuramento di Ippocrate, che i medici sono tenuti a prestare.

Tropo facile, però, scaricare su Civello tutte le colpe e continuare a mantenere questo sistema pubblico che, di fatto, è privato. Se ci sono le strumentazioni negli ospedali pubblici e poi non si fanno funzionare, mentre quelle delle strutture private convenzionate lavorano benissimo, allora non si può pensare di aver assolto ai compiti di manager costituendosi parte civile nel processo. Bisogna intervenire radicalmente senza “guardare” in faccia nessuno, altrimenti, da cittadini, cominciamo a pensar male.

Come fare? Non è difficile.

Facciamo un esempio per capire.

L’ospedale Busacca di Scicli è stato dotato di una Tac di ultima generazione, funzionale ed efficiente.

Ci si è chiesti quanti interventi, rivolti agli esterni, sono realizzati con quel preziosissimo strumento?

Si può confrontare questo dato con il numero di interventi realizzabili con un utilizzo al pieno delle capacità produttive?

Si può controllare quanti interventi di esami Tac sono realizzati, invece, in strutture private convenzionate?

Non so rispondere, per ora, a queste domande, ci sono persone “lautamente” pagate in grado di verificare questi dubbi.   (F. Portelli)

 

One thought on “Scandalo sanità, quanti altri Civello ci sono a Ragusa? Medici per passione o per denaro?”

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