Cronaca

Venti anni di galera per lo sciclitano Massimo La Terra

L’accusa chiedeva l’ergastolo , ma per via del rito abbreviato il pubblico ministero, Gaetano Scollo ha inflitto una pena di  Venti anni  a Massimo La Terra l’uxoricida sciclitano che lo scorso 14 gennaio uccise la moglie, Rosetta Trovato di 38 anni, nella casa di Via Simeto a Scicli. L’uomo, dopo avere scontato la pena resterà in libertà vigilata per altri tre anni. Nel processo erano costituiti parti civili la figlia minorenne della coppia attraverso il curatore speciale, Giuseppe Polara, nominato a suo tempo dal Gip su richiesta della Procura, con l’avvocato Ignazio Galfo, e i genitori con i fratelli della Trovato, rappresentati dall’avvocato Concetta Drago. La Terra, detenuto nel carcere di Modica, era accusato di omicidio aggravato. Il Tribunale del Riesame di Catania, a seguito del ricorso presentato dall’avvocato Rossino, in febbraio, aveva confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere ritenendo sussistente a carico dell’indagato un “grave quadro indiziario, ulteriormente arricchitosi con la produzione da parte del pubblico ministero di nuove dichiarazioni di persone informate sui fatti”. L’episodio sconvolse la cittadinanza che da subito si attivò con azioni di solidarietà nei confronti dei familiari di Rosetta Trovato descritta da tutti come una madre premurosa, una donna pacifica e di poche parole, una grande lavoratrice che cercava di tenere unita la famiglia.

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