Politica

Stabilizzazione dei precari, regione senza soldi: max 24 ore

 “Chi pensa di fare demagogia e promettere una facile stabilizzazione dei precari rischia solo di gettare fumo negli occhi e nient’altro di concreto”. E’ quando dichiara l’on. Marcello Greco (Territorio), presidente della Commissione Lavoro all’Ars, che interviene nel dibattito in corso relativo alla stabilizzazione dei precari, argomento che sarà trattato dopo l’approvazione in aula dell’esercizio provvisorio. “La questione del lavoro dei precari, anche quelli negli enti locali, resta centrale rispetto ai lavori della commissione Ars che presiedo – dice ancora Greco – ma non è possibile pensare che siano tutte rose e fiori. Veniamo da una proposta del Governo regionale che è quella di abbassare a 18 ore settimanali le ore previste per il lavoro dei precari negli enti locali. Proposta che siamo riusciti a portare ad almeno 24 ore settimanali ma oltre non è possibile andare perché non ci sono adeguate risorse finanziarie. Abbiamo trovato una Regione senza soldi. Siamo dinnanzi a fondi molto ridotti che non potranno di certo permettere il raggiungimento di obiettivi che tutti auspichiamo ma che, oltre le belle parole di qualcuno, non potranno oggettivamente concretizzarsi”. Greco infine parla del lavoro svolto dal Governo regionale: “Io credo che non era possibile fare più di quanto ha fatto il presidente Crocetta e la sua Giunta in favore dei precari, potendo contare su risorse limitate e con un esercizio provvisorio valido per quattro mesi. Di contro, invece, nonostante la nostra autonomia regionale prevista anche dal nostro statuto, dobbiamo subire le ingerenze del commissario dello Stato che stabilisce le sue regole e non fa legiferare nel modo migliore il Parlamento siciliano. Comprendiamo tutti che senza una copertura finanziaria reale non si va da nessuna parte, ma impedire anche di prevedere interventi in favore della stabilizzazione dei precari, ancorché da verificare successivamente, riteniamo sia davvero troppo. Sarebbe giusto che il governatore si attivi a livello nazionale per trovare soluzioni, anche normative, affinché si possa evitare questa ossessiva dipendenza dal commissario dello Stato”.

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