Comunicati stampa

Gurrieri, “Il M 5 Stelle non può sottrarsi alle proprie responsabilità”

L’assessore del Comune di Vittoria Piero Gurrieri ci fornisce un’interessante analisi relativa al dopo-elezioni. “Come non era difficile pronosticare, la proposta del Pd a 5 stelle è stata respinta al mittente, con un secco no ad una possibile fiducia ad un governo Bersani, definito da Beppe Grillo “un morto che parla”. Rifiutare di essere parte di una maggioranza guidata da altri è legittimo, mentre non lo è sottrarsi a priori alle responsabilità che derivano dai dati elettorali che hanno fatto dei grillini – non considerando le coalizioni – il primo partito italiano. Siccome tornare immediatamente alle urne sarebbe follia pura e rischierebbe di condurre ad una ulteriore impasse, di fronte alla ormai dichiarata impraticabilita di un’alleanza Pd – Pdl, io penso che il Capo dello Stato potrebbe legittimamente (ed opportunamente) affidare proprio ad un rappresentante del Mo. 5 stelle – in quanto partito di maggioranza relativa – l’incarico di andare in Parlamento a cercarsi una maggioranza in nome di un realistico e chiaro progetto “a tempo” di riforme (comprese quelle attorno alle quali 5 stelle ha condotto la campagna elettorale). Se questo accadesse, potrebbero darsi tre ipotesi: 1) se i grillini si dichiarassero indisponibili a priori all’ipotesi senza neppure tentare, rischierebbero seriamente di perdere parte della credibilità fin qui conquistata e presumibilmente ne pagherebbero lo scotto fin dal prossimo turno elettorale; 2) se i grillini accettassero l’incarico ma la proposta del programma (che a loro competerebbe formulare) non fosse accettata da nessun altro, si andrebbe ugualmente ad elezioni ma in tal caso gli italiani saranno chiamati a decidere di chi saranno state le responsabilità della crisi, se di una proposta inattendibile o di un rifiuto immotivato; 3) se infine i grillini accettassero e il centro-sinistra concedesse la propria fiducia, il Paese potrebbe dotarsi delle riforme, anche morali, necessarie, 5 Stelle sarebbe alla guida di questo cambiamento (in nome del quale ha chiesto e ottenuto i voti degli italiani), unitamente alla coalizione di centro-sinistra. In tutte le tre ipotesi, però, nessuna delle parti in causa potrebbe “consegnare” ad altri responsabilità ed oneri che, in quota parte, da un minuto dopo la proclamazione dei risultati sono anche propri. Per questo sarebbe opportuno che il segretario del Pd ritirasse, alla luce di quanto sta accadendo, la propria disponibilità a guidare un governo, e che il Capo dello Stato si comportasse di conseguenza”.

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