Attualità

Pronto soccorso Modica persi soldi importanti, il punto di Piero Torchii

Io non ci sto. E con me non ci sta neanche la città. Non ci stanno i cittadini, gli utenti, quanti hanno pianto in quel luogo un parente, un amico, un padre, un figlio o un fratello che si sono spenti nelle sue fredde stanze. Non ci sto  che il Pronto Soccorso di Modica muoia senza che nessuno dica niente; non ci sto a lasciare solo ad alcuni coraggiosi colleghi giornalisti, come avvenuto oggi, la denuncia, oppure ad ascoltare di nascosto, per paura di ritorsioni, i pianti e degli operatoti sanitari spossati da turni bestiali per la mancanza di personale e per la gran mole di lavoro, senza che nessuno faccia niente.

Non mi basta aspettare che un mio amico o un mio parente muoia per denunciare le condizioni drammatiche in cui versa l’emergenza sanitaria a Modica, nonostante i sacrifici immani degli operatoti, la loro professionalità ed abnegazione; dopo 18 ore di pronto soccorso l’errore è sempre dietro l’angolo e guai a criminalizzare anche uno solo di loro. Non posso accettare di leggere che un progetto per migliorare l’unico reparto del quale tutti potremmo avere bisogno non può essere finanziato perchè non è stato presentato in tempo, senza ascoltare contemporaneamente il nome di chi si è macchiato di questo incredibile errore e sapere che è stato immediatamente licenziato.

Non posso accettare di ascoltare lo straziante silenzio dell’amministrazione e del sindaco, che mortificano con la loro acquiescenza, anni di battaglie per ottenere, mantenere ed incrementare ciò che pian piano ci stanno portando via; qui non è questione di far prevalere una logica campanilistica rispetto ad un’altra: è solo una battaglia di buon senso e  di civiltà. Una città che non sa garantire salute, cure e soluzione delle emergenze ai propri cittadini è una città che ha fallito.

Per queste ragioni, per non essere complice silenzioso di ciò che ogni giorno rischia di accadere, continuo, anche da questo blog, a lanciare, come già fatto nei giorni scorsi, alto, il grido d’allarme per le condizioni della sanità e dell’ospedale “Maggiore”, a partire proprio dal pronto soccorso, in città.

Restare in silenzio oggi significa non solo, per chi ha responsabilità, tradire il proprio mandato, ma anche rendersi complici di una serie innumerevole di tragedie annunciate.

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