Politica

Scicli, Aquilino (Pd) “Il Sindaco ostaggio di vecchie logiche politiche”

“Che queste elezioni abbiano cambiato il “volto” della politica italiana è fuori discussione. Per troppi anni i partiti hanno cercato di modernizzare il loro apparato, di inseguire strane alleanze, andando alla ricerca del Nuovo, della rottamazione, perdendo la loro identità senza prestare attenzione alle condizioni economiche delle famiglie, dei lavoratori, dei pensionati, delle imprese”. Così comincia l’ultimo comunicato stampa di Aquilino, consigliere comunale Pd a Scicli.
“La domanda è: quanti tsunami dovranno abbattersi sull’Italia prima che la politica ritorni ad essere credibile, seria ed affidabile?
In questo contesto politico caratterizzato da urla, propaganda e promesse che hanno il sapore della demagogia e del populismo più volgare, il PD ha provato a restituire agli italiani il diritto di scegliere il proprio rappresentante con il meccanismo delle primarie, ha iniziato a rinnovare la propria classe dirigente e soprattutto le proprie rappresentanze istituzionali, ha lottato al fine di garantire l’elezione di numerose donne attraverso le stesse primarie (ne è esempio la indicazione in lista e la successiva elezione di Venerina Padua al Senato) mentre il PDL ha scommesso, come al solito, sull’usato sicuro.
Che la coalizione di centrosinistra, guidata da Bersani, abbia comunque vinto le elezioni politiche del 2013, seppur risicatamente, lo confermano i risultati elettorali.
Che il centrosinistra non abbia però i numeri per governare lo si deve ad una legge elettorale, il famoso Porcellum, che azzoppa la democrazia e rende il Paese ingovernabile ed il Senato privo di una maggioranza, anche se una coalizione ha ottenuto la maggioranza complessiva di voti sul piano nazionale.
Che in pochi avessero previsto quello che è successo sul proscenio politico nazionale in questa tornata elettorale, è sotto gli occhi di tutti.
Nessuno nel gruppo dirigente del PD, ahimé colpevolmente, è riuscito ad immaginare che un terzo degli italiani avrebbe nuovamente votato Berlusconi.
Nessuno nel nostro partito è riuscito ad immaginare per tempo l’ampiezza e la gravità del senso di disaffezione ed anzi repulsione che buona parte dei cittadini italiani ha maturato per la classe politica dirigente di questo paese, indipendentemente dal colore politico.
Adesso lo tsunami è arrivato davvero e come al solito bisogna ricominciare daccapo, rimuovendo le macerie, mettendo fine agli insulti da stadio ed iniziando a ragionare da classe dirigente seria e per una volta lungimirante, affrontando con decisione questioni delicate come lavoro, riforme strutturali, diminuzione del prelievo fiscale, controllo della spesa pubblica, qualità ed efficienza del servizio pubblico, riduzione della spesa destinata alla politica.
Se il M5S riuscirà a distinguere le urla da campagna elettorale del suo Leader dal ruolo del Parlamento, un’intesa programmatica sarà facilmente percorribile, utilizzando quest’esperienza di governo come una Costituente. Se non si arriva ad un accordo sui 5 punti proposti da Bersani e condivisi dalla base del M5S, Grillo potrà dire ai suoi elettori di aver riconsegnato l’Italia al caos, a Berlusconi, alla tecnocrazia.
Per quel che attiene poi ai risultati locali, il dato elettorale sciclitano è in sintonia con quello nazionale e conferma un PD forte e radicato, anche se non assoluto vincitore, senza il quale è impossibile pensare di costruire un’amministrazione comunale credibile e affidabile nell’interesse di Scicli.
Un PD che, in diverse occasioni in Consiglio Comunale ha dato prova di responsabilità sostenendo atti deliberativi di una certa importanza, e che oggi esprime forte preoccupazione per lo stato di lassismo che sta caratterizzando l’azione amministrativa del Sindaco che, nonostante le buone intenzioni, appare sempre più ostaggio di vecchie logiche politiche che hanno indebitato e messo in ginocchio il Comune di Scicli.
Alla luce dei nuovi risultati elettorali sarebbe auspicabile, a mio avviso, un’inversione di tendenza che permetta di sedersi attorno ad un tavolo e ragionare su un eventuale accordo programmatico come quello che si è responsabilmente raggiunto a Palermo e che spero si possa raggiungere anche a Roma nell’interesse del paese.
Ovviamente in netta discontinuità con il passato”.

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