Evidenza Ragusa

Violenza sulle donne, è allarme

I numeri diffusi dal’Istat sono preoccupanti, 14 donne uccise nel 2012 in Sicilia inoltre, il 23,3% delle donne da 16 a 70 anni ha subito una violenza fisica o sessuale nel corso della vita e nell’11,9% dei casi da parte di un partner.
Il 4,3% della popolazione femminile ha dovuto fare i conti con forme di violenza sessuale prima dei 16 anni, nella metà dei casi da parenti o persone conoscenti.  Telefono Rosa traccia il profilo del carnefice: il marito (48%), il convivente (12%) o l’ex (23%), si tratta di uomini giovani tra i 35 e i 54 anni (61%), impiegati (21%) ed istruiti (il 46% ha la licenza media superiore).

Il Sindacato UGL di Ragusa, attraverso Gianna Dimartino responsabile provinciale dell’Ufficio Pari Opportunità, da tempo sta portando avanti con impegno questa battaglia. Dopo la raccolta firme lanciata lo scorso mese di novembre  per chiedere al Governo l’immediata ratifica della Convenzione di Istanbul, rilanciamo la proposta di introdurre già nelle scuole primarie, dei percorsi  educativi  mirati ad abolire gli stereotipi di genere e a sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto della figura femminile, nella convinzione che oltre alle leggi serva  anche una forma di ‘prevenzione’ culturale. È inoltre necessario potenziare  gli  strumenti di assistenza alle donne vittime di violenza domestica e di stalking,  per far sì che possano contare su un valido aiuto ed evitare  che si sentano sole ad affrontare questa battaglia.  Cercheremo una interlocuzione diretta  con il Presidente della Regione Crocetta, per chiedere la piena attuazione della Legge regionale n.3 del 2012 , la  recente normativa contro la violenza sulle donne, che prevede  il  sostegno a iniziative di prevenzione, la costituzione regolamentata di Centri antiviolenza (uno per ogni provincia), case di accoglienza per donne vittime di violenza ( una per ogni 200 mila abitanti ) misure e iniziative rivolte a  favorire l’inserimento lavorativo delle donne assistite. Sottolineo che l’UGL , tramite la scrivente rappresentante, è stato l’unico sindacato che in fase di elaborazione della legge,  ha avanzato delle osservazioni all’ARS,(che sono state accolte),  chiedendo una integrazione sostanziale  all’art.3 comma 4 , circa la costituzione del Forum regionale permanente  – e cioè di prevedere tra i componenti anche  le OO. SS. così come per la composizione della rete regionale, atteso che la legge prevede anche l’accompagnamento  e la tutela di queste donne nel mercato del lavoro, e ritenendo quindi  indispensabile la presenza del sindacato in questi delicati processi . “All’art.9 – continua Gianna  Dimartino – sono previste borse lavoro, forme di microcredito, misure per incentivare l’occupazione delle donne che in questo modo possono riappropriarsi della propria autonomia e della dignità del lavoro. Riconosco inoltre grande sensibilità al Legislatore che già all’art.1 definisce  la violenza contro le donne come violazione dei diritti umani, così come nel prevedere la possibilità per queste donne di tenere con sè i  figli minori e/o diversamente abili, a prescindere dall’età”.

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