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Ragusa, maxi evasione fiscale nel fotovoltaico

Nel corso di una verifica fiscale è stata constatata un’evasione milionaria nei confronti di una società con sede in Germania e in Italia, che produce energia elettrica generata da un mega impianto fotovoltaico posizionato a Ragusa. L’attività è stata svolta attraverso una serie di controlli incrociati in società estere che hanno fornito servizi alla società estera con sede in Germania e in Italia oggetto della verifica. Tale complessa attività d’indagine è stata possibile grazie all’istituto della mutua assistenza amministrativa operante in forza delle convenzioni internazionali contro la doppia imposizione fiscale. Infatti i finanziari della Compagnia di Ragusa si insospettivano al fatto che le due società, una croata e l’altra tedesco italiana, avevano lo stesso amministratore.
In particolare, nel caso in oggetto, sono stati richiesti accertamenti all’Organo collaterale della Croazia, al fine di rilevare l’effettività delle fatturazioni, per circa due milioni di euro.
Gli agenti del fisco croato rappresentavano la falsità delle fatture emesse dalla società croata e utilizzate come costo della società tedesco – italiana.
Al termine delle indagini, attraverso la scrupolosa e complessa elaborazione dei dati e degli elementi raccolti ed il riscontro con l’impianto contabile della verificata, si è scoperta quindi un’evasione sostanziale di € 1.900.000,00 di imponibile sia ai fini delle imposte sui redditi che ai fini dell’IRAP ed inoltre un’evasione di IVA per € 380.000,00.
Il meccanismo illecito era stato posto in essere attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse sia al fine di evadere le imposte sui redditi che l’imposta sul valore aggiunto sia al fine di permettere ad altri l’evasione delle stesse imposte. Tale pratica fraudolenta, che rappresenta una delle piaghe dell’IVA, era stata artatamente costruita tra le due società.
Ulteriore elemento di difficile analisi era altresì rappresentato dai presunti pagamenti delle operazioni che, al fine di complicare gli accertamenti, risultavano operati “estero su estero” e pertanto rappresentavano movimentazioni non tracciabili con le indagini finanziarie presso gli istituti di credito italiani. Il rappresentante legale della società tedesco italiana, che al tempo dei fatti contestati era anche il rappresentante legale della società croata, non aveva fatto i conti con la professionalità e la determinazione dei verificatori che scoprivano il meccanismo attestato formalmente ed in modo ineccepibile dai colleghi della Croazia.
Al termine della verifica sono stati denunciati, alle autorità giudiziarie di Modica e Ragusa due soggetti di nazionalità tedesca, responsabili dei reati previsti e puniti dagli articoli 2 e 8 del Decreto Legislativo n. 74/2000 ed inoltre saranno sottoposti a sequestro per equivalente più di € 400.000,00 per la garanzia del credito erariale vantato a seguito dell’evasione fiscale.
L’attività investigativa sarà rivolta anche all’individuazione dell’uso effettivo della provvista realizzata in euro in Croazia per evidenziare la presenza di ulteriori reati.
Tenuto conto del notevole sviluppo delle energie rinnovabili e degli ingenti investimenti che soprattutto soggetti esteri impiegano nella capitalizzazione delle imprese operanti nel settore, le indagini e gli accertamenti di polizia tributaria saranno intensificate, con ogni attenzione, a sviscerare i delicati aspetti connessi alla realizzazione e alla conduzione degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili presenti nella provincia iblea.

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