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Ragusa: “Potenziare l’ospedale Maggiore di Modica è un obbligo”!

“La struttura ospedaliera di Modica, in virtù del riassetto dei servizi saniatari che si sono verificati in questi anni, sta diventando sempre più un polo di primaria importanza con un bacino di utenza molto ampio. Per questo motivo bisogna attenzionarlo in modo particolare per far si che il ‘Maggiore’ possa rispondere alle esigenze sempre crescenti dei cittadini”, ad affermarlo è Orazio Ragusa, che interviene con alcune proposte per il miglioramento del nosocomio.

“ Innanzi tutto mi pare inaccettabile che Modica sia stata esclusa dalla rete regionale delle Stroke Unit che assiste i soggetti colpiti da ictus cerebrali. Le statistiche dicono che la malattia cerebrovascolare rappresenta, nella provincia iblea, uno dei maggiori problemi sociosanitari essendo la seconda causa di morte e la prima causa di invalidità. Bisogna, quindi, dotare subito di una Stroke Unit il‘Maggiore’ in maniera che sia in grado di far fronte anche a queste emergenze.”

Altra malattia che ha un’incidenza di mortalità  elevata sul territorio sono i tumori, per questo “Modica necessita dell’istituzione di un laboratorio di anatomia patologica, cosi da garantire una programmazione nelle terapie mediche o chirurgiche fornendo diagnosi sui pazienti ammalati o che si sospetta abbiano questa malattia.” Sottolinea Ragusa.

A Modica nascono un numero molto elevato di bambini, in virtù dei Comuni limitrofi che l’ospedale serve, per Orazio Ragusa: “Al ‘Maggiore’ non è più sufficiente una struttura di neonatologia di base  ma occorre l’istituzione di una struttura di livello superiore che svolga un compito essenziale nella cura delle malattie neonatali ”.

Infine, il deputato regionale,  interviene anche sulle problematiche relative al pronto soccorso e al personale ausiliario “Al pronto soccorso di Modica si opera in condizioni di disagio, si registrano carenze di personale e turni massacranti. Operare in questo modo è difficile, bisogna necessariamente aumentare i sanitari per evitare che l’arrivo di pazienti in emergenza possa avere conseguenze negative facendo registrare casi di malasanità. Si tratta di preservare la vita del malato e la professionalità del medico. A questo disagio, si accomuna quello del personale ausiliario che opera in situazione di difficoltà, a fronte di una crescente mole di lavoro non si è registrato un corrispondente aumento dei lavoratori. La soluzione potrebbe essere rappresentata dal raddoppio delle ore di dipendenti part – time, oppure operando un’ integrazione attraverso nuove assunzioni.”

“Se si parla di “diritto” alla salute, dobbiamo batterci perché questo diritto sia garantito davvero a tutti e nel miglior modo possibile” conclude Orazio Ragusa.

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