Attualità

Scicli, “canzoncine” a rischio?

L’ Arciconfraternita di Santa Maria La Nova si sta preparando ad organizzare la festa dell’ Immacolata e il periodo delle feste natalizie che da sempre sono un punto di attrazione molto forte sia per i cittadini che per i vari turisti che negli anni si sono lasciati coinvolgere dalle festività organizzate. Immancabili, in modo particolare, le famose “canzoncine” che portano nlelle strade del paese centinaia e centinaia di persone che a suon di musica con le note scandite dalla banda musicale locale, fanno risuonare per Scicli l’inno alla Vergine Immacolata la sera del 7 dicembre. Proprio quest’ultimo evento sembra essere messo a rischio a causa della situazione economica molto precaria che sta attraversando l’ Arciconfraternita,  situazione che nasce dall’aver anticipato già a partire dall’ anno 2011- 2012 i soldi per la festa di Pasqua, soldi impegnati da parte del Comunedi Scicli ma no ancora ricevuti. La situazione è diventata ancora più pesante quando alle somme ancora  attese si è aggiunto un ulteriore onore economico di circa sei mila euro per il restauro della statua del Cristo Risorto, danneggiato nella Pasqua del 2012.

Tutte queste spese “straordinarie” oltre a quelle ordinarie, rischiano di portare alla difficile decisione di rinunciare ad avere la banda musicale per la serata del 7 dicembre mettendo così a rischio le ormai famose “canzoncine” del versante della Cava di Sanata Maria La Nova. ” Sono stato negli uffici di competenza- dice il presidente dell’ Arciconfraternita Giovanni Agosta- e nonostante il mandato sia pronto, ancora concretamente queste somme non sono da noi state ricevute. Nessuno vuole rinunciare alla promozione e alla trasmissione delle tradizioni, ma non possiamo essere lasciati soli in questo percorso che viene fatto a beneficio di tutta la cittadinanza. Noi da parte nostra stiamo continuando a mettere in campo tutti gli sforzi possibili sia di tempo che di denaro, ma speriamo che il Comune non sia sordo al nostro grido e ci aiuti a difendere le nostre tradizioni”.

 

 

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