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Antonio Guarascio: “Inutile il sacrificio di mio padre per difendere la casa. Ragusa è una Provincia all’asta”

Per Antonio Guarascio, figlio del vittoriese Giovanni che il pomeriggio del 14 maggio si diede fuoco nel disperato tentativo di difendere la propria casa pignorata e messa all’asta, è sempre vivo il ricordo dell’estremo sacrificio fatto dal padre. Dopo la vicenda dello sciopero della fame di Giacchi e Cirnigliaro, per richiamare l’attenzione su un problema delicatissimo qual è quello della vendita dei beni di famiglie ed imprenditori in crisi tramite aste giudiziarie, Antonio parla della drammatica situazione che sta vivendo la Provincia di Ragusa. “Il sacrificio di mio padre non e’ stato vano per le persone comuni. E’ stato, invece, totalmente vano per la politica. Chi ci rappresenta continua a essere sordo e insensibile verso i problemi drammatici della gente comune”.  Guarascio  continua:  “Sono solidale con Angelo Giacchi  in una battaglia che ancora oggi continua ad essere la nostra. La gente deve capire che bisogna metterci la faccia. Bisogna coalizzarsi e lottare tutti insieme”. Prosegue Guarascio: “Piu’ di 800 sono le persone in provincia di Ragusa colpite da sfratto e vendita della propria casa all’asta. Insomma, si tratta di una provincia all’asta. Ci rendiamo conto del problema? Si rischia la rivoluzione, ma io continuo a sperare che sia pacifica”.

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