Comunicati stampa Vittoria

Presentato il marchio “Vittoria Mercati”

Ieri, Palazzo Iacono è stato teatro della presentazione del marchio “Vittoria Mercati” da parte della Società di Gestione “Vittoria Mercati s.r.l.” insieme all’A.C. della città; presentazione che ha visto la partecipazione attenta non solo della “politica locale”, ma anche dei “diretti interessati” e cioè di commissionari e agricoltori (un numero molto limitato rispetto al “peso” attribuito all’iniziativa). All’illustrazione erano presenti anche i rappresentanti della Camera di Commercio di Ragusa e la della Regione Sicilia, in qualità di padrini di questa “idea di progetto”. Si, un’idea di progetto perché dalla presentazione non si è evinto nient’altro che una singolare proposta ancora tutta da sviluppare… Infatti, oggi, l’unica cosa certa è la parte grafica, il logo, sviluppato dalla società Boomerang adv di Catania, nome che non evoca certo immagini positive e che durante la spiegazione ha commesso anche la defaillance di attribuire il concetto di affidabilità ad un noto tour operator recentemente fallito!
A parte questi dettagli, poco altro è stato detto se non della concertazione tra la Vittoria Mercati e altri Enti ed organi istituzionali nella creazione del marchio e sull’importanza che esso potrebbe avere per l’identificazione dei prodotti ortofrutticoli della nostra zona. Viceversa, non è stato detto nulla cosa contraddistinguerà il marchio: tutti i prodotti o solo alcuni? Solo quelli che transiteranno dal mercato ortofrutticolo o anche quelli che dalla campagna arriveranno ai centri di condizionamento? I prodotti confezionati o quelli alla rinfusa? Gli imballaggi generici o anche quelli marchiati? I prodotti da consumo fresco o anche quelli destinati alla trasformazione? Non è stato detto neppure a chi sarà rivolto il marchio: al consumatore finale, all’intermediario o alla GDO; né è stato dichiarato in che modo il marchio dovrà essere veicolato.
Dagli interventi è emerso, innanzitutto, che si tratta di un progetto “top-down” ossia di un progetto pensato e voluto dai soggetti promotori che non hanno chiesto, a chi dovrà veicolare lo stesso, se è questo quello di cui hanno bisogno, né quali contenuti (origine, salubrità, qualità organolettiche o altro) il marchio debba veicolare.
Si è parlato, invece, molto genericamente di un “disciplinare di produzione” che sicuramente sarà quello della Regione Sicilia (chissà che novità) e di un Consorzio di Tutela (con Presidente, consiglieri, segretario e altre figure) che dovrà vigilare sul corretto impiego del marchio. Nulla è stato detto, invece, su come si “alimenterà” l’apparato: una fee per kilogrammo di prodotto marchiato o un canone per l’uso dello stesso?
E’ stato anche detto (erano presenti in sala esponenti della Regione) che il marchio “Vittoria Mercati” è complementare al nuovo “Born in Sicily”, marchio che certifica l’origine promosso dalla Regione Sicilia. Ci chiediamo, quindi, se la coesistenza su una stessa confezione di pomodorini del bollino del distributore (immaginiamo un supermercato), del bollino obbligatorio con i dati per la rintracciabilità, del marchio “Born in Sicily” e infine del “Vittoria Mercati” crei davvero valore aggiunto al prodotto o, piuttosto, solo confusione agli occhi del consumatore! Ci chiediamo, inoltre, se la GDO, notoriamente restia ad introdurre loghi non suoi, sia disposta, in futuro, a “sposare” questo marchio.
Qualcuno potrebbe rispondere che il logo verrà apposto sulla merce che esce dal Mercato Ortofrutticolo in imballaggi più o meno generici per raggiungere i mercati di tutta Italia. A questo punto sorge spontanea la domanda: chi vigilerà sulla contraffazione? Già, perché, in questo caso, sarebbe semplicissimo riutilizzare un imballaggio marchiato a “perdere” riempiendolo una seconda volta con merce di altra provenienza.
Questi sono solo alcuni dei punti “deboli” di questa “idea di progetto”, forse utile ma non certo innovativa con contenuti forse ancora da pensare che danno l’idea, ancora una volta, che l’elefante abbia partorito un topolino! Ci auguriamo di sbagliarci!
La nostra comunità, l’economia cittadina non può più attendere tempi biblici per l’implementazione di provvedimenti adeguati per la ripresa economica cittadina; l’A.C. non può permettersi un ulteriore passo falso che farebbe “arretrare” ancora di più la competitività delle nostre aziende agricole. Ci sentiamo “vicini” a quelle numerosissime famiglie che amano e vivono di questo lavoro e a tutti i costi vogliono continuare a lottare per superare questa difficilissima condizione di crisi. Questi lavoratori e le loro famiglie meritano rispetto. Le istituzioni hanno il dovere di fare del loro meglio per tutelare la loro sussistenza. Augurando all’A.C. e ai promotori di questo progetto un sincero buon lavoro, restiamo disponibili ad un sereno e proficuo confronto di idee.

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