Cronaca

Operazione “Golden Boys”: anche minorenni nella banda specializzata in furti, rapine e spaccio

Ci sono anche sei minorenni fra i 20 giovani arrestati nella notte  in un’operazione condotta dai Carabinieri. Apparterrebbero a una banda che tra ottobre del 2012 e marzo 2013 si sarebbe resa responsabile di due rapine, 30 furti in appartamento e almeno un centinaio di episodi di spaccio di stupefacenti. Di particolare efferatezza una rapina compiuta a gennaio in casa di una pensionata, che fu sequestrata, legata e picchiata a turno dai malviventi, per tutta la notte, fino a quando non rivelo’ dove nascondeva risparmi e gioielli. L’operazione dei Carabinieri, effettuata a Gela, e’ stata denominata “Golden Boys”. La banda rubava oro e poi lo rivendeva.

 

I balordi si vantavano della rapina ai danni di un’anziana, immobilizzata per tutta la notte e picchiata selvaggiamente. E’ uno dei particolari che emerge dall’operazione che ha permesso di sgominare la banda. Venti le misure di custodia cautelare eseguiti in nottata nell’ambito dell’operazione denominata “Golden Boys”. Il nome dell’operazione ha preso spunto da una frase, pronunciata da una donna e intereccettata dagli inquirenti, nel corso della quale diceva che “questi erano carusi d’oro”. Fra gli indagati anche sei minorenni e due commercianti, titolari di negozi “Compro oro” che si occupavano della ricettazione di preziosi e gioielli che venivano trafugati in occasione dei furti. Basista dalla baby gang, era un’addetta alle pulizia, Angela Terlati, 40 anni, che indicava gli obiettivi. All’interno del gruppo non c’era un vero e proprio leader, ma si alleavano di volta in volta in base al colpo da portare a termine, alcuni dei quali compiuti nei comuni limitrofi. Tutto e’ iniziato da un gesto intimidatorio compiuto ai danni di una pizzeria e compiuto ai danni di una donna, madre di uno degli arrestati. Gli inquirenti hanno accertato 29 episodi, fra furti, danneggiamenti e rapine e almeno un centinaio di episodi di spaccio di stupefacenti. Si incontravano in particolare in un’abitazione del “Bronx” ma lo spaccio era diffuso in quasi tutti i quartieri della citta’. Nel mirino c’erano le persone piu’ indifese, anziani e malati. Erano soprattutto i minorenni ad essere particolarmente efferati e spregiudicati. Per evitare di essere riconosciuti, spesso andavano in giro per la citta’, a danneggiare le telecamere del sistema di sorveglianza collocate in diverse vie e piazze

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