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Preserviamo i nostri ulivi

“ Mi sono fatto carico di un grido d’allarme che viene dai nostri imprenditori agricoli iblei! Un virus sta colpendo e decimando gli ulivi del Salento e di altre zone del sud Italia, un nemico subdolo, a cui ancora non si riesce a dare un nome e un volto, un nemico che potrebbe giungere e toccare anche  la nostra terra e la nostra provincia. Questa è una preoccupazione seria di molti nostri agricoltori che mi hanno esposto i loro timori per cercare prontamente delle risposte che possano aiutare a prevenire un ipotesi di contagio anche per i nostri pregiati ulivi.” Così esordisce l’on. Orazio Ragusa il quale dopo aver ascoltato alcuni agricoltori iblei, ha pianificato insieme con loro alcune linee d’azione.

 

“L’ulivo attaccato da questa malattia cambia  la chioma verde che appare improvvisamente striata di chiazze marrone, come se le lingue di fuoco avessero disseccato alcune porzioni del fogliame e non produce più i suoi frutti, il virus è veicolato da un insetto che punge la pianta e lo diffonde nel tronco dell’albero generando il rapido disseccamento.” Spiega Ragusa

 

“ La nostra terra da sempre si contraddistingue per le qualità dell’Olio Extravergine di Oliva, da questa terra provengono oli caratteristici che si pregiano del marchio Dop e Igp, ecco perché penso sia più che giustificata la paura di alcuni nostri imprenditori agricoli che non vogliono rischiare di vedere distrutta una tradizione che rende ricca e nobile la nostra terra.”

“Parlando insieme mi hanno esposto quello che secondo le loro informazioni potrebbe essere una soluzione per prevenire un eventuale contagio da parte del virus. L’unico modo, secondo anche quanto emerge da alcuni studi fatti in altre regioni, è quello di bruciare le ramaglie, evitando così di rafforzare la propagazione del virus. Ma una normativa sanziona anche pesantemente gli agricoltori che mettono in atto questa pratica nelle loro campagne. Io ho parlato prontamente con l’assessore Cartabellotta il quale accogliendo le preoccupazioni degli agricoltori di cui mi sono fatto carico, ha garantito che nei prossimi giorni emanerà un decreto assessoriale con effetto immediato che permetterà agli agricoltori  di poter bruciare le ramaglie e così prevenire una possibile contaminazione da parte di questo virus. “

“ Diventa fondamentale prevenire qualsiasi pericolo di contaminazione perché la nostra economia agricola già messa in ginocchio dall’attuale crisi economica, non potrebbe certo sopportare di essere colpita da un ulteriore problematica che davvero arrecherebbe enormi danni economici ad un settore, quello dell’olio, che rappresenta una ricchezza incommensurabile del nostro patrimonio agricolo. ” Conclude Orazio Ragusa

One thought on “Preserviamo i nostri ulivi”

  1. Nel 2006 hanno scambiato un insetto (tuta absoluta) per un virus. Oggi un batterio per un virus. Insomma è vero che virus significa “veleno” ed in fondo sono tutti dei “veleni amari” ma un virus è un virus e non va confuso per un’altra entità. Per sconfiggere un nemico bisogna prima di tutto conoscerlo!
    “ancora non si riesce a dare un nome e un volto” già si conosce vita morte e miracolo del patogeno…chiamasi Xylella fastidiosa ed è un batterio!
    Se iniziamo così …gli ulivi sono già morti!!!

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