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L’agricoltura ragusana impiega il 4% degli immigrati

Aumenta il numero dei lavoratori stranieri nei campi italiani che, nonostante la crisi, si confermano essere una importante fonte di occupazione anche per le categorie piu’ deboli. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti sul Dossier statistico immigrazione 2013. Sono 320mila gli immigrati, provenienti da ben 168 diverse nazioni, che – sottolinea la Coldiretti – hanno trovato regolarmente lavoro in agricoltura nel 2012, con un aumento del 3 per cento rispetto all’anno precedente. L’apporto del lavoro straniero – continua Coldiretti – diventa dunque sempre piu’ determinante in agricoltura e rappresenta il 25 per cento del totale delle giornate di lavoro dichiarate dalle aziende, che risultano di poco sotto quota 25,6 milioni, con una leggera riduzione rispetto all’anno precedente.

I lavoratori immigrati  hanno una eta’ media di 35 anni e mezzo e per il 72 per cento sono di sesso maschile. I primi 12 Paesi di provenienza rappresentano l’87,2 per cento del totale dei lavoratori stranieri (Romania 117.240, India 27.789, Marocco 26.220, Albania 24.624, Polonia 20.423, Bulgaria 15.100, Tunisia 12.445, Slovacchia 9.893, Macedonia 9.235, Senegal 5.738, Moldavia 5.478, Ucraina 4.722). A livello territoriale   Ragusa assorbe il  4 % della forza lavoro straniera impiegata in agricoltura,  buona parte è impegnata  nelle produzioni di pomodori e primizie in serra.

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