Comunicati stampa Vittoria

Studenti in piazza. Istruzione: invertire la marcia ora!

Oggi gli studenti di tutta Italia scenderanno in piazza.
La “Rete Degli Studenti Medi Vittoria” organizza il corteo a Vittoria che da PIAZZA GRAMSCI  arriverà in PIAZZA DEL POPOLO, dove si continuerà con interventi di professori, associazioni studentesche, rappresentanti e sindacati.
Ecco la piattaforma  della Rete Degli Studenti Medi:
Istruzione: invertire la marcia ora!

Il sistema dell’istruzione del nostro Paese è in ginocchio: da anni scuola e università subiscono tagli continui ai finanziamenti e riforme ideologiche che, mascherandosi dietro la retorica del merito, stanno restringendo sempre di più il diritto all’istruzione. Tagli, blocchi del turn-over, vincoli alla didattica e numeri programmati ci consegnano un sistema sempre più chiuso ed elitario: al sottofinanziamento corrispondono ingenti aumenti delle tasse e dei contributi “volontari” e un esplosione delle barriere all’accesso: siamo il terzo paese in Europa con le tasse più care e i corsi universitari a numero chiuso superano ormai il 50% del totale, un intollerabile limitazione del diritto all’accesso, basata, nella maggior parte dei casi, sulle lotterie dei test .E’ venuto il momento di invertire la marcia: il Ministro deve aprire un confronto con gli studenti per ridiscutere e superare questo sistema totalmente iniquo.
Il Diritto allo studio universitario viene progressivamente scardinato, con un forte disimpegno dello Stato che ne scarica sempre più il costo sulle Regioni e, soprattutto, sulle spalle di noi studenti, attraverso le tasse regionali, ormai stabilmente prima voce di finanziamento del sistema. Nel nostro Paese continua così a permanere la figura dell’idoneo non assegnatario; non è più possibile accettare che migliaia di studenti che ne avrebbero diritto, non percepiscano alcuna borsa di studio per mancanza di fondi!
Il Diritto allo studio per le scuole superiori è completamente affidato alle Regioni, che autonomamente decidono dove, quanto e come investire. Questo crea nel Paese delle situazioni di enormi disparità, e tantissimi studenti in Italia non hanno alcun tipo di agevolazione per poter studiare. L’edilizia scolastica continua ad essere un’emergenza nazionale e la risposta data è debole e insufficiente. Un istituto su due nel nostro Paese ha problemi strutturali, e la realtà che continuiamo a vivere è quella di strutture fatiscenti e pericolanti, piene di classi pollaio, in cui seguire la lezione e apprendere è sempre più complesso.
Questa stagione di tagli e “riforme” è coincisa in Italia con l’insorgere della crisi che ha sprofondato milioni di famiglie in un tragico disagio economico e sociale contribuendo all’espulsione di migliaia di giovani dai percorsi d’istruzione, ormai riservati ai pochi che possono permetterselo. In questo quadro l’Italia resta penultima in Europa per numero di giovani laureati, l’abbandono scolastico supera in alcuni territori il 30% con un costo per il paese stimato in 70 miliardi di euro, la disoccupazione giovanile è superiore al 40% e il numero dei NEET nella fascia 15-29 anni, che non studiano, non lavorano e non si formano, ha ampliamente superato i 2 milioni. L’istruzione, da fondamentale strumento di mobilità sociale, viene trasformata in privilegio, a causa delle scelte dei governi che in questi anni si sono succeduti.
Anche l’attuale governo, nonostante i numerosi proclami sull’urgenza della questione giovanile e sulla necessità di ripartire dalla scuola, continua sulla strada tracciata senza una reale inversione di marcia e, con il Decreto scuola e la legge di stabilità, dimostra che l’istruzione e il diritto allo studio non sono priorità del Paese, scavalcate dal mantenimento delle promesse elettorali del centrodestra. Nel Decreto “l’istruzione riparte” vengono stanziati per le borse di studio solo 100 milioni di euro, cifra del tutto insufficiente che metterà a rischio la copertura di almeno 10.000 borse di studio, allargando ulteriormente la platea degli idonei non beneficiari. Per le scuole medie e per le scuole superiori sono previsti solo 15 milioni di euro a fronte di un welfare studentesco inesistente. Un decreto che non incide sulle problematiche reali del mondo della scuola e finisce per essere solo un palliativo di fronte ad una situazione devastante che necessita di investimenti strutturali.
Nella legge di stabilità non è incluso nessun fondo aggiuntivo per il diritto allo studio né per la scuola pubblica, mentre vengono stanziati altri fondi per le scuole paritarie. Il rifinanziamento previsto di 150 milioni di euro del Fondo di finanziamento ordinario degli Atenei, è di per se insufficiente a fronte dei tagli portati avanti sull’FFO a partire dal 2008; non rappresenta infatti neanche la metà di quanto tagliato un anno fa dal solo Profumo. Inoltre la stessa legge di stabilità
prevede l’estensione del blocco del turn-over fino al 2017, nonostante il Ministro Carrozza solo poche settimane fa si fosse espressa chiaramente contro il blocco e i suoi effetti dannosi. Tale estensione, per altro, genererà probabilmente risparmi tali da compensare l’integrazione dell’FFO, determinando nel complesso una riduzione dell’investimento statale nel sistema universitario per i prossimi tre anni. In sostanza l’ennesimo taglio di spese ad un sistema già al collasso.
Le politiche europee di austerità, imposte ai paesi membri, limitano ulteriormente le scelte di investimento in materia d’istruzione: la sospensione delle attività dell’ Università nazionale capodistriana di Atene è la drammatica dimostrazione che è assolutamente necessario invertire la marcia. Crediamo in un Europa che riconosca il diritto all’istruzione come un diritto umano fondamentale e che lo garantisca a tutte e a tutti, a prescindere dalle condizioni economiche e sociali di partenza, dall’etnia o dalla nazionalità: non è assolutamente accettabile che in un paese dell’Unione si verifichi un caso come quello di Leonarda Dubrani, studentessa prelevata durante una gita scolastica per essere espulsa dalla Francia assieme alla famiglia. Per questo ci mobiliteremo in tutta Italia il 5 Novembre, al fianco dei nostri compagni dell’UNEF e in solidarietà a Leonarda, per ribadire che nessuno studente è clandestino. Dopo le manifestazioni dell’11 ottobre che hanno visto più di 100.000 studenti mobilitati, torneremo in piazza con azioni per rilanciare il percorso verso il 15 Novembre, quando manifesteremo nuovamente in occasione della Giornata Mondiale del Diritto allo Studio del 17 Novembre, rivendicando con forza che tutta l’Europa ora deve invertire la marcia, perché l’istruzione e il Diritto allo studio rappresentano la sola via d’uscita dal vicolo cieco dell’Austerity.
Chiediamo con forza una legge nazionale per il diritto allo studio per le scuole superiori, che garantisca da Nord a Sud a tutti gli studenti le stesse possibilità, definisca i LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) che ogni Regione deve obbligatoriamente fornire, assicurando per tutti la gratuità dei trasporti scolastici, dei libri di testo e del corredo scolastico, spazi per gli studenti, biblioteche, aule studio e il libero accesso alla cultura.
Chiediamo investimenti che permettano davvero il libero accesso al mondo dell’istruzione: in modo da dare a tutti la possibilità di studiare, combattendo così il crescente abbandono scolastico e azzerando i costi che ogni anno siamo costretti a pagare per poter accedere ad un diritto che la nostra Costituzione ci garantisce e definisce come gratuito.
Vogliamo un reale rifinanziamento dell’università, cui corrisponda la reintroduzione di un vero limite alla contribuzione studentesca, aggirato con le norme della spending review, e l’abbassamento delle tasse universitarie: basta scaricare i costi sugli studenti!
Chiediamo un reale rifinanziamento del Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio, che permetta alle Regioni la copertura del 100% degli idonei.
Vogliamo che gli investimenti in istruzione e ricerca non siano considerati ai fini del calcolo del rapporto deficit/PIL, e quindi liberati dal giogo del patto di bilancio: fermiamo l’austerity della conoscenza!
Change the way!
#changetheway #15nov #15now

foto di repertorio

 

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