Attualità Vittoria

Troppi furti, più uomini e mezzi sul territorio

“L’Ascom comunale di Vittoria è seriamente preoccupata dalle notizie che ogni mattina circolano in merito ai nuovi furti perpetrati in città. La moltiplicazione degli atti criminali sul territorio urbano, purtroppo, è convalidata da un recente studio effettuato su alcuni dati provenienti da sistemi locali. Studio che mostra come la crisi starebbe intensificando alcune attività criminose, in particolare i furti. E’ quanto sostiene il presidente della sezione Ascom di Vittoria, Antonio Prelati, parlando di uno studio, unico nel suo genere, eseguito su un territorio circoscritto, riguardo alla eventualità che la crisi economica stia determinando una crescita delle attività criminose nel nostro Paese. L’ufficio studi di una Camera di Commercio della Lombardia conferma che il 90 per cento degli imprenditori lombardi condivide tale opinione. “Inoltre, cosa più importante – prosegue Prelati – analizzando i dati di quel territorio è emerso che una riduzione dell’attività economica locale del 10 per cento implicherebbe un aumento dei furti del 3 o addirittura 6 per cento. I dati raccolti analizzano il rallentamento dell’attività economica nei primi due anni di crisi, 2008 e 2009, utilizzando le informazioni dell’archivio Cerved sui bilanci delle imprese ed i dati sulla criminalità provenienti dall’Autorità giudiziaria. Il ministro Cancellieri ha di recente avvertito che, data l’attuale situazione economica, il livello di attenzione delle forze dell’ordine deve essere mantenuto elevato. Però, ci sentiamo di affermare che questa preoccupazione del ministro non è che sia molto fondata dal momento che poi assistiamo a continue riduzioni di economicità e di logistica destinate alle forze dell’ordine”.

L’Ascom di Vittoria chiarisce che il legame tra crisi economica e criminalità è sempre stato posto sotto attenzione dagli scienziati sociali. Gli economisti hanno riconosciuto che il peggioramento delle opportunità nel mercato del lavoro rende relativamente più vantaggioso il perseguimento di attività criminose. La comunità scientifica ha cercato di dimostrare la fondatezza del legame e, allora, ci si chiede: cosa è necessario fare? “Non certamente “sfriculiare” – aggiunge Prelati – le forze dell’ordine che ogni giorno dimostrano palesemente il loro spirito di servizio, l’abnegazione ed il senso dello Stato. Ma, certamente, il nostro interlocutore principe è la politica, essa deve essere garante della pubblica sicurezza e di nuovi modelli economici, tali da risollevarci dal misero destino verso cui ci stiamo dirigendo a tutta velocità. Nell’immediato, per arginare l’ondata di furti sul territorio ipparino, si renderebbe necessaria l’ulteriore dislocazione di uomini e mezzi per meglio presidiare il territorio. Noi, in qualità di organizzazione datoriale, e la politica dobbiamo appianare il grande distacco strategico e competitivo siciliano rispetto al resto del Paese e dell’Europa. Basta con l’immobilismo e l’attesa; il popolo siciliano e meridionale, in generale, non merita la rassegnazione e l’assuefazione a certe logiche. Dobbiamo progettare un percorso etico per rilanciare economicamente la nostra provincia, la Sicilia ed il Mezzogiorno. Noi siamo pronti. Alla politica, il prossimo passo”.

 

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