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Mariano Ferro: “Sputateci fango, arriverà il giorno in cui i più deboli vi chiederanno di stare insieme per un mondo migliore”

E’ bello, forse anche divertente – sottolinea Mariano Ferro – vedere o leggere che c’è gente tranquilla con lo stipendiuccio statale (che paghiamo tutti) o che opera in un settore meno colpito dalla crisi, che non vuole fastidi, che “deve andare al lavoro” (gli altri non hanno diritto ad un lavoro e ad una vita normale), non deve essere disturbata da noi straccioni ignoranti, che ti dispensa consigli su come cambiare nella cabina elettorale, che ti insulta, che si inventa di tutto pur di denigrarti, che non ti conosce eppure scrive di tutto su di te, che ti giudica, che ti descrive all’opposto di come sei, ma che soprattutto non ha proprio compreso bene cosa voglia dire perdere il lavoro con una famiglia sulle spalle, chiudere una attività, leggere un pignoramento, vedersi i carabinieri e l’ufficiale giudiziario dietro l’uscio, cosa significa per un bambino (il piccolo Pacetto e tanti altri) assistere a certe scene, smarrire il futuro, vedere un cinese che compra l’attività che ti ha lasciato il nonno, vedere l’erba alta dietro al cancello della tua fabbrichetta alla quale hai dato la vita.
No, non preoccupatevi, voi continuate a pensare che stiamo usando il popolo, continuate a ritenerci populisti o demagoghi, continuate a pensare che lo stato ci risponderà democraticamente, continuate a difendere il vostro piccolissimo orticello, proseguite con la vostra miopia, se vedete malvestiti i compagnetti di banco del vostro piccolo giratevi dall’altra parte, continuate ad avere compassione, fategli la carità, umiliate chi perde il lavoro, ditegli di trovarsene un altro, continuate, sputateci fango, noi siamo un rifiuto tossico di questa società che a voi piace tanto. Arriverà il giorno in cui i più deboli, i meno fortunati, gli stritolati, i massacrati vi chiederanno di stare insieme per un mondo migliore per tutti e voi insisterete col vostro “egoismo da società civile”.

Ci vediamo sulle strade giorno 9 dicembre, e se questa è una società con pari diritti ed anche pari doveri c’è bisogno di pagare un prezzo.
Noi lo stiamo già pagando.

Non credo si possa pensare di chiedere agli altri di continuare a pagare, rimanendo distinti e distanti indenni e indisturbati.
Insultateci,quanto volete, quanto vi pare, come vi pare.
Sarebbe troppo facile rispondere che se a voi non importa di quello che accade al vostro vicino di casa, al vicino di casa non gliene frega nulla del disagio che potrà arrecarvi. Non lo diciamo e continuiamo a pensare che possiate immedesimarvi su quello che sta accadendo. Fate voi, non chiedeteci di stare in silenzio.
Oggi è 19 novembre e sono le 10,00, l’ultimo di trentasei anni si è suicidato ieri sera nel quartiere popolare di Nesima a Catania per mancanza di lavoro.
Un grande “saluto” a voi ed al vostro perbenismo con tutto il cuore.

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