Attualità

Una mozione all’ Ars per le terapie con le cellule staminali

Presentata questa mattina all’ Ars un importante interrogazione da parte dell’ On. Orazio Ragusa sulle terapie con le cellule staminali.

“Attraverso questa mozione  voglio impegnare l’assemblea a  prendere una posizione chiara intorno alla sperimentazione con le cellule staminali per tutti quei soggetti come Mauro Terranova che avevano iniziato a sperare e ai quali è stato negato anche il diritto alla speranza.”–Dice l’ on. Ragusa.

“Dobbiamo  individuare soluzioni legislative che tutelino sia gli operatori sanitari  soggetti alle ordinanze delle autorità  giudiziarie per completare i trattamenti  in corso, sia trovare la strada per  autorizzare anche il Servizio Sanitario della Sicilia ad erogare terapie con  cellule staminali mesenchimali secondo la metodica “Stamina” nei centri e  strutture come l’Ospedale Ferrarotto di Catania e  nell’ Azienda Sanitaria di  Villa Sofia – Cervello di Palermo, in base alla Legge Turco- Fazio del 5  Dicembre 2006 nel pieno rispetto della normativa vigente .” Afferma Ragusa.

“Questa è una strada che se  si vuole, la politica può intraprendere! Inoltre attraverso la mozione all’Ars chiedo all’Assessore alla Sanità Borsellino di farsi carico di richiedere al Ministero della Salute di rendere pubblica la documentazione  della commissione che ha valutato e bocciato la sperimentazione. So bene che nei confronti di questa terapia ci sono pareri controversi non solo sulla sua effettiva efficacia, ma anche sui rischi che possono gravare sulla salute del paziente. Ma non possiamo disconoscere che alcuni ammalati hanno avuto dei miglioramenti utilizzando questa sperimentazione. Bisogna individuare le strade adatte che mettano in accordo le giuste prerogative della Sanità che è deputata alla tutela del diritto alla salute e le esigenze di questi pazienti che non si possono permettere di aspettare! La presentazione di questa mozione serve proprio ad andare in questa direzione di sintesi tra le prerogative di chi spera e di chi con la ricerca aiuta a sperare.” Conclude l’on. Ragusa.

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