Politica Ragusa

Migliore, “Il teatro della Concordia appartiene ai ragusani”

“Parecchie idee quelle dell’Amministrazione Piccitto, ma tutte confuse e contraddittorie: ogni assessore enuncia una cosa diversa, sembrano “riflessioni” personali, annunciazioni di intenti da campagna elettorale. Mi chiedo: hanno capito che adesso è l’ora di fare, di andare avanti, di dare risposte e soluzioni?”. E’ quanto rileva il consigliere comunale dell’Udc, Sonia Migliore, a proposito di una serie di interventi che si intendono adottare e che hanno come denominatore comune la cultura e, in particolare, il teatro “La Concordia”. “Da un lato – spiega Migliore riferendosi all’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Federico Piccitto – hanno la “viva esigenza” di demolire tutto ciò che Dipasquale ha fatto, anche le cose buone, per pura presa di posizione politica, ma dall’altro non trovano soluzioni alternative che siano serie e soprattutto fattibili. E’ il caso “increscioso” del Museo di palazzo Zacco che da un lato devono “liberare” ma dall’altro si registra il nulla; ma ancora più grave è il caso del teatro “La Concordia”. Partiamo da  dati che sono certi ed incontrovertibili: intanto ricordiamo a Piccitto e ai suoi assessori che il teatro de “La Concordia” è stato già acquistato dal Comune. Significa che abbiamo già speso circa 2.700.000 euro di soldi pubblici e siamo già a metà dell’iter per la realizzazione del teatro stesso. Poi, a beneficio della cultura di chi ci amministra, facciamo una breve cronistoria del teatro di Ragusa: la Concordia, soprannominato il piccolo San Carlo, perché presenta forme architettoniche simili al teatro San Carlo di Napoli, è il teatro storico della città di Ragusa. Fu costruito a spese delle 14 famiglie più ricche della città, inaugurato il 15 agosto 1844 e venne denominato della Concordia in omaggio all’accordo raggiunto dalle famiglie che lo sovvenzionarono. Dopo alcuni anni, venne concesso al Comune di Ragusa che lo gestì fino al 1938, per poi essere ceduto a Ippolito Marino che gli cambiò il nome (Cinema Impero)”.

“Fece da cornice – continua Migliore – ad innumerevoli rappresentazioni teatrali, liriche e operette,  calandosi a meraviglia in un centro storico “principe” di Ragusa. Ma con la gestione Marino e poi della Comel che lo acquistò nel 1977, fu definitivamente adibito a cinema. Nel 1997, cominciò il lungo iter di acquisizione della struttura da parte del Comune, con apposito accantonamento dei fondi della legge 61/81 su Ibla. Nel 2004 il ministero per i Beni culturali stanzia circa 1.400.000 euro a favore del Comune per la realizzazione del teatro comunale e la Sovrintendenza di Ragusa avvia il procedimento di dichiarazione di “interesse storico-artistico”. Nel 2006, la commissione Centri storici esprime parere favorevole sul progetto definitivo di restauro dell’immobile. Quindi, viene espletata la gara pubblica con bando europeo per il “recupero e restauro dell’ex cinema Marino, già teatro della Concordia”, con l’obiettivo, alla base del progetto di recupero, di rendere la struttura polivalente adatta a teatro, eventi, manifestazioni e proiezioni cinematografiche. “Quindi – chiarisce Sonia Migliore – La Concordia rappresenta il cuore pulsante della memoria storica dell’unico e ultimo teatro di Ragusa. Farlo rinascere significa riportare allo splendore la nostra storia e la nostra cultura: mi viene in mente la ricostruzione di “Nuovo Cinema Paradiso”, con i sentimenti e le emozioni della gente del paese. Quindi, Piccitto e assessori tranquillizzatevi. La Concordia non è idea di Dipasquale, ma viene molto da lontano e soprattutto ha una storia: Dipasquale ha semmai avuto la lungimiranza e il rispetto di portare avanti un iter intrapreso da suoi predecessori, per ridare alla città il “suo teatro”. La smetta soprattutto, la Giunta Piccitto, di dire fesserie attraverso un valzer di contraddizioni e di enunciazioni: passiamo dal recupero della Quasimodo da adibire a teatro; al “stiamo lavorando per redigere un protocollo di intesa per il cinema Ideal”; dalla convenzione con il piccolo teatro Donnafugata di Ibla; al volere far diventare l’ex cinema Marino (il nostro “Teatro La Concordia”) uno “spazio culturale polivalente” (una struttura già costata 2.700.000 euro); dal volere attivare strategie su palazzo Ina, bene che ci hanno fatto approvare nell’ultimo piano di immobili da vendere; all’ex biblioteca di via Matteotti da adibire a “spazio culturale polivalente”; e per finire dichiarano di voler acquistare l’ex cinema La Licata. E’ l’antitesi del senso di governabilità, l’attestazione del principio di “sperpero di soldi pubblici”, l’affermazione della politica degli annunci di “berlusconiana memoria”. Caro sindaco Piccitto, non sempre è necessario “rivoluzionare”, a volte è molto più saggio “continuare” l’opera amministrativa che dura da ben 17 anni e soprattutto, a volte, prima di parlare sarebbe meglio “studiare la storia” e rispettarne i sentimenti. Il teatro della Concordia appartiene ai ragusani ed il sindaco ne deve prendere atto, continuando l’iter per la sua realizzazione, a cominciare dal suo reinserimento nel piano di spesa della legge 61/81”.

 

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