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Lettera in redazione: Blocco dei trasporti, per l’economia e l’agricoltura sarebbe la fine

Riceviamo e pubblichiamo:

Ancora una volta ricompaiono sulla scena gli stessi soggetti e le stesse alleanze che due anni fa infersero alla Sicilia danni incalcolabili non soltanto sotto il profilo economico ma anche della autonomia e della identità  dei Movimenti rispetto a gruppi oscuri e forze estranee a una prospettiva di sviluppo civile del nostro Paese. Probabilmente l’hanno fatta franca, nonostante i danni che hanno arrecato, mantenendo per 21 giorni le strade bloccate dai mezzi di alcune organizzazioni di autotrasporto che hanno sempre manifestato disprezzo per i diritti delle campagne, dei produttori e della legalità, da almeno un ventennio a questa parte. Ogni tanto, a ridosso di scadenze elettorali e all’interno di crisi del nostro sistema istituzionale e politico, ecco pronta l’agitazione: contro chi e per che cosa? Contro le aziende e il lavoro dei siciliani? Come mai tutto ciò si realizza con le alleanze orchestrate già due anni fa, che loro stessi e  tutta l’opinione pubblica italiana hanno sconfessato? Non c’è un modo diverso per porre i temi delle rivendicazioni?

Ed è evidente che la spregiudicatezza di questi gruppi e associazioni, che agitano strumentalmente  problemi e questioni anche giuste, pone domande serie e inquietanti. A ben leggere quello che scrivono sui giornali e sul web gli stessi organizzatori, ormai il tema che unisce i fautori del blocco delle attività, sono quelli che dichiarano di volere sprezzare e   spazzare via le Istituzioni della Repubblica. Con chi e come non importa a loro. Con tutti, anche col diavolo, ma contro la Repubblica. In effetti  si gioca sul destino di migliaia e migliaia  di aziende costrette al blocco delle attività, con atti violenti, nonostante la necessità di garantire il flusso delle merci, non solo agricole e zootecniche,  e  la libertà dei cittadini. Non esistono sistemi diversi per porre le questioni che siano rispettose del lavoro delle campagne e dei produttori? Chiediamo al Governo di intervenire convocando gli organizzatori ai quali bisognerà porre il tema della illegalità dei blocchi. Chiediamo altresì un incontro col Sig. Prefetto per  rassegnare alla Sua valutazione l’effetto micidiale di un blocco delle merci dalla Sicilia e dalla Provincia di Ragusa. Già i bayers e la Gdo stanno organizzandosi per cercare altrove gli approvvigionamenti dei prodotti necessari. Se ciò dovesse accadere come due anni fa, per interi settori dell’economia siciliana e dell’agricoltura sarebbe la fine. Questo non può essere consentito.

 

PATTO PER VITTORIA

M.I.S.

TERRITORIO

MOVIMENTO TERRITORIALE  DI AZIONE DEMOCRATICA

 

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